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"Dentro te stesso, a prescindere dalle circostanze" (Jon
Kabat-Zinn)
"Sdraiati a guardare le nuvole, immersi nei canti degli uccelli o nella brezza
del deserto, sentendo l'aria intorno al corpo, il calore che rimandano le pareti
della gola o il gioco della luce sulle rocce, o sentendo i muscoli posteriori
del collo irrigidirsi mentre cercate di parcheggiare in centro durante una
bufera di neve e siete già in ritardo all'appuntamento - qualunque cosa vi si
offra nel luogo in cui vi trovate, che sia natura, metropoli o periferia: perché
rifiutarla e cercare altrove l'eccitazione e l'intrattenimento e la distrazione,
quando la vita si dispiega sempre qui e ora e non esiste luogo né tempo
migliore? Che senso ha «distrarsi» quando farlo ci sposta altrove rispetto alla
nostra stessa vita, come il torrente o il fiume che viene deviato, e riempie i
nostri momenti già perfetti (per quanto difficili) e le nostre splendide menti
di cose di cui non abbiamo nessun bisogno?
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