"Gli uomini nascono e vivono nel Tao" (dal Zhuang-zi)
la meditazione come via
tra vipassana e zazen




 

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"Gli uomini nascono e vivono nel Tao" (dal Zhuang-zi)


Giovedì abbiamo continuato a leggere qualche brano tratto dallo classico taoista Zhuang-zi:

"«I pesci nascono e vivono nell'acqua» disse Kong-zi «come gli uomini nascono e vivono nel Tao. [...] Coloro che nascono e vivono nel Tao non agiscono e raggiungono la serenità. Così è stato detto: 'I pesci si dimenticano gli uni degli altri nei fiumi e nei laghi, gli uomini nel Tao e nella sua disciplina'».
[...]
Il Santo non dirige gli uomini dall'esterno. Corregge dapprima se stesso, e così la sua influenza si estende. [...]
'Radice del cielo' passeggiava nel territorio della 'Grande luce'; giunse fino all'acqua profonda, dove incontrò 'Uomo senza nome'. Gli chiese: «Come si possono governare gli uomini?».
«Vattene, ignorante» rispose 'Uomo senza nome'. «La tua domanda è inopportuna. Io contemplo il segreto della creazione. quando la mia curiosità sarà soddisfatta, inforcherò l'uccello immenso per evadere dall'universo ed errare in libertà nel paese del nulla e dell'infinito. Come vuoi che m'interessi il governo degli uomini?».
'Radice del cielo' insistette.
«Pratica il distacco,» rispose 'Uomo senza nome' «concentrati nel silenzio, conformati alla natura degli esseri, sii senza egoismo. Allora gli uomini saranno in pace».
[...]
Lie-zi rimase convinto di non avere ancora imparato nulla dal suo maestro. Tornò a casa sua, e vi si rinchiuse per tre anni. Cucinava per sua moglie, badava ai maiali con altrettanta cura che se fossero stati uomini; si disinteressava degli affari del mondo.
Si applicava a ritrovare la semplicità e a conquistare l'indipendenza. Così, le vicende della vita non gli hanno impedito di conservare la sua unità originaria sino alla fine della sua esistenza.
  Il non-agire non nomina le cose
  Il non-agire trattiene i progetti
  Il non-agire semplifica le imprese
  Il non-agire guida l'intelligenza.
Colui che vede attraverso l'infinito raggiunge l'invisibile [...], abbandona ogni pregiudizio. Costui coglie l'unità dell'uomo perfetto e si serve del proprio spirito come di uno specchio: non scaccia né accoglie nessuno, risponde agli altri senza nascondere nulla, trionfa sugli esseri senza venirne ferito" (dai capp. VI e VII).

Abbiamo iniziato con la consapevolezza del respiro.
Poi la camminata.
Successivamente la consapevolezza in piedi, fermi.
Dopo: seduti, la consapevolezza a 360 gradi.
In ultimo: zazen.

A conclusione della lezione del lunedì, abbiamo iniziato a leggere brani tratti dai famosi Saggi sul Buddhismo Zen di Daisetz Teitaro Suzuki (clicca qui).