Non disprezzare gli oggetti dei sensi
la meditazione come via
tra vipassana e zazen




 

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Non disprezzare gli oggetti dei sensi

All'inizio della lezione abbiamo letto un racconto zen.

"Il maestro zen Man-an scrisse a un discepolo laico: «Se vuoi ottenere rapidamente la padronanza di tutte le verità ed essere indipendente in in ogni circostanze, niente è meglio che meditare nel corso delle tue attività quotidiane. Ecco perchè si dice che i praticanti dello Zen che seguono la Via dovrebbero meditare nel mondo di tutti i giorni.
Il terzo patriarca dello zen disse: 'Se vuoi procedere sulla Via dell'unità, non disprezzare gli oggetti dei sei sensi [i cinque sensi più la coscienza]'. Questo non significa che devi indulgere ad essi, ma che devi mantenerti continuamente consapevole, senza respingerli e senza afferrarli nel corso della tua vita quotidiana, proprio come una papera entra in acqua senza bagnarsi le piume.
Se invece disprezzi gli oggetti dei sei sensi, sarai impegnato a evitarli e non realizzerai mai la Via della buddhità. Se vedi chiaramente l'essenza, allora gli oggetti dei sei sensi diventano oggetti di meditazione, i desideri sensuali diventano la Via dell'unità e tutte le cose diventano manifestazioni della Realtà. Entrando nella grande stabilità zen, dove non c'è distinzione tra attività e quiete, il corpo e la mente sono entrambi liberi e tranquilli».

È molto importante non cadere in estremismi ascetici. Si tratta di un testo leggermente vicino a certe forme di tantra: nulla viene rigettato. Tutto è recuperato in vista del percorso spirituale, del nirvana. Un fiore, una pietra, una parola, un contatto: ecco, è già qui. Dove corri?

Dopo l'anapanasati e la meditazione in camminata, abbiamo fatto un nuovo esercizio sulla consapevolezza dei piedi che poggiano stando fermi. Per certi versi assomiglia a un esercizio che facemmo già, ma con la differenza che qui manteniamo la consapevolezza sulle due piante dei piedi. Accadrà che il nostro peso oscillerà: avanti, indietro, da una parte, dall'altra. Tutto questo si riverberà nei piedi: noi dovremo registrare qualsiasi oscillazione nelle nostre piante. Quali sono le parti che poggiano di più in questo momento? qual'è la zona che solitamente è usata di più? quella esterna? quella interna? quella anteriore? posteriore?
Poi l'esercizio del vuoto mentale.

Oggi abbiamo anche concluso il nostro breve corso sul Buddhismo, parlando di 'retta attenzione' (clicca qui).