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All'inizio della lezione abbiamo letto un racconto zen. "Il maestro zen Man-an scrisse a un discepolo laico: «Se
vuoi ottenere rapidamente la padronanza di tutte le verità ed essere
indipendente in in ogni circostanze, niente è meglio che meditare nel corso
delle tue attività quotidiane. Ecco perchè si dice che i praticanti dello Zen
che seguono la Via dovrebbero meditare nel mondo di tutti i giorni. È molto importante non cadere in estremismi ascetici. Si tratta di un testo leggermente vicino a certe forme di tantra: nulla viene rigettato. Tutto è recuperato in vista del percorso spirituale, del nirvana. Un fiore, una pietra, una parola, un contatto: ecco, è già qui. Dove corri? Dopo l'anapanasati e la meditazione in camminata, abbiamo
fatto un nuovo esercizio sulla consapevolezza dei piedi che poggiano stando
fermi. Per certi versi assomiglia a un esercizio che facemmo già, ma con la
differenza che qui manteniamo la consapevolezza sulle due piante dei piedi.
Accadrà che il nostro peso oscillerà: avanti, indietro, da una parte,
dall'altra. Tutto questo si riverberà nei piedi: noi dovremo registrare
qualsiasi oscillazione nelle nostre piante. Quali sono le parti che poggiano di
più in questo momento? qual'è la zona che solitamente è usata di più? quella
esterna? quella interna? quella anteriore? posteriore? Oggi abbiamo anche concluso il nostro breve corso sul Buddhismo, parlando di 'retta attenzione' (clicca qui). |
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