"C'è soltanto una vasta distesa di energia" (Vimala Thakar)
"C'è soltanto una vasta distesa di energia" (Vimala Thakar)
Continuiamo a leggere alcuni brani tratti da Il mistero del silenzio di
Vimala Thakar:
"Cos'è l'attenzione non reattiva? Un oggetto si presenta alla
mia coscienza e io non mi rapporto all'oggetto. La reazione interviene quando mi
rapporto all'oggetto o per fare qualcosa all'oggetto o per fare qualcosa con
l'oggetto o per ottenere qualcosa dall'oggetto. Quando non rapporto me stessa,
l'ego, all'oggetto, c'è un'attenzione non reattiva. Quindi la mente si muove e
io la osservo. [...] Quando si sostiene questo stato di attenzione, l'impeto del
passato si spegne da sé, perché non ha alcun ruolo. [...]
E quando i contenuti della psiche sono lasciati liberi di manifestarsi e vengono
guardati senza paura, è possibile a ogni essere umano guardarli, basta che non
abbia immagini di se stesso da difendere [...]. Quando i contenuti vengono
osservati in questo modo, e non c'è nulla di più da osservare, la separazione
fra osservatore e osservato scompare da sé. [...] Con l'aiuto dello specchio
dell'attenzione non reattiva, guardo i contenuti. Quando l'osservazione è
finita, senza combattere con lo specchio, vi allontanate semplicemente dallo
specchio. Avete guardato la figura, il vostro corpo. Non c'è più nulla da
guardare. Allora l'osservatore scompare. Voi ci siete, ma non l'osservatore.
Allo stesso modo, quando i contenuti della psiche sono lasciati liberi di
esporsi all'attenzione, e sono lasciati liberi di farlo innocentemente,
naturalmente, seguendo il proprio moto, la propria velocità, e non c'è più nulla
da osservare, la separazione, la scissione, svanisce, si dissolve [...]. Perciò
la separazione non c'è più, e si resta in uno stato di espansione della psiche,
della coscienza, dove non c'è centro né circonferenza, periferia.
È l'inizio di ciò che chiamiamo silenzio. L'ultima attività dell'io-coscienza
entra volontariamente e gentilmente in uno stato di sospensione quando
l'osservazione è terminata, e si resta in un oceano di coscienza. [...] E ci si
ritrova in una tremenda vastità, in una voragine senza fondo, un'esistenza senza
direzione. Perché ero lo scopo a dare la direzione; era l'ideologia che mi
indicava una destinazione. Era l'io-coscienza che mi dava la sensazione di un
centro, di una centralità e sicurezza. Ora non c'è nulla. C'è soltanto una vasta
distesa di energia, di coscienza. La coscienza è energia senza centro né
circonferenza. E chi veramente arriva lì [...] ha come primo impatto la
sensazione di essersi sperduto: «Dove sono?». La dimensione del silenzio è una
nuova dimensione a cui l'uomo non è abituato, con cui non ha dimestichezza.
[...] È una dimensione del tutto nuova dove c'è un nuovo movimento, un nuovo
tipo di moto, non un movimento cerebrale" (pp. 64-65).
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