In ricordo di U.G. Krishnamurti
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In ricordo di U.G. Krishnamurti


Abbiamo ripreso il nostro corso di meditazione.
Una piccola novità: non verranno più postati gli esercizi che svolgeremo nelle varie lezioni. In compenso verranno inserite, piano piano, descrizioni di nuovi esercizi nella sezione apposita.
Lunedì non abbiamo letto nulla, abbiamo invece presentato alcuni aspetti fondamentali della pratica. Vi propongo comunque, a ricordo della sua persona, un brano di Uppaluri Gopala Krishnamurti (dai più conosciuto come U.G. e da non confondere con il più noto Jiddu Krishnamurti). U.G. Krishnamurti è morto il 22 marzo 2007. Chissà che, più avanti, non leggeremo altri brani tratti dai suoi testi. Vedremo.

"Il mondo, esattamente così com'è, è la sola realtà che conosco. La realtà ultima è un'invenzione dell'uomo e non ha assolutamente nessuna relazione con la realtà di questo mondo. 
Più cercherete di capire la realtà (che chiamate realtà ultima) più vi sarà difficile vivere la realtà delle cose come sono. In pratica sono i vostri tentativi per sfuggire la realtà del mondo così com'è che vi rendono difficile vivere in armonia con le cose che vi circondano.
Noi abbiamo una nostra idea di armonia. "Come vivere in pace con se stessi." Questa è solo un'idea. C'è già una pace straordinaria presente qui, dentro di noi. E' proprio la creazione di questa idea di pace, la quale è totalmente avulsa dall'armonioso funzionamento di questo corpo, che vi rende difficile vivere in pace.
Quando vi libererete dal desiderio di raggiungere, o sperimentare quella realtà che collocate fuori di voi, troverete non solo che è difficile comprenderla, ma anche che non vi è possibile farne esperienza; ma almeno sarete fuori da questo assurdo.
[...]
A quel punto [...] anche il desiderio di voler essere diversi da ciò che siamo avrà fine. 
Il traguardo che vi siete preposti, la meta che avete accettato come ideale da raggiungere e la domanda di essere qualche cosa di diverso da ciò che siete non ci saranno più. 
Parimenti cesserà lo sforzo per perseguire quelle mete che la cultura ha posto davanti a voi e che voi avete accettato come desiderabili. Voi siete come siete.
Quando la richiesta di essere diversi da come siete non c'è più, voi cessate di essere in conflitto con voi stessi [...].
Non è la realtà ultima ciò che vi interessa realmente, non gli insegnamenti dei guru, non quelli dei santi, non il mucchio di tecniche che conoscete; niente di ciò vi darà l'energia che state cercando. 
Quando il movimento del pensiero finirà, quello creerà le condizioni per rilasciare le energie che sono già in voi. Non deve essere l'insegnamento dei santi. Non deve essere nessuna tecnica inventata dall'uomo - perché non c'è attrito là. [...]
Non occorre fare proprio nulla" (tratto da Il coraggio di essere se stessi).

Mercoledì abbiamo letto qualche brano tratto dal libro di Charlotte Joko Beck, Niente di speciale. Vivere lo zen (clicca qui).