"Il corpo sa tutto quello che deve sapere" (U.G. Krishnamurti)
Leggiamo oggi per l'ultima volta qualche brano tratto da L'inganno
dell'illuminazione di U.G. Krishnamurti:
"Il corpo è capace di percezioni
e sensazioni straordinarie. Non so chi l'ha creato. Ma è una meraviglia. [...]
Quando l'organismo si è liberato dalla stretta mortale del pensiero, ogni vostro
tentativo di creare pace e armonia produce soltanto confusione e violenza.
Sarebbe come ricorrere alla guerra per portare pace in un mondo che è già
pacifico per conto suo. [...]
Il controllo sul corpo, esercitato dal pensiero, ha distrutto negli esseri umani
la possibilità di diventare completi in se stessi. [...]
Il pensiero non è lo strumento idoneo per vivere in armonia con la vita che ci
circonda. [...]
Il nostro nemico è il pensiero. Nella lunga corsa, il nostro credo, la nostra
speranza, la nostra fede che il pensiero potesse aiutarci nel risolvere i
problemi che ha creato è un'idiozia.
Anche l'idea che voi dobbiate controllare il vostro pensiero per raggiungere uno
stato di pace senza pensieri è stato creato dalla mente, affinché essa possa
mantenere la sua continuità mediante qualche piccola esperienza, qualche stato
privo di pensieri creato dalla stessa mente.
Non è con la mente che potete sbarazzarvi della mente.
Noi pensiamo di sapere molte più cose di quante ne sappia il nostro corpo, e
questo è il motivo per cui gli abbiamo creato tanti problemi. Il corpo sa tutto
quello che deve sapere. Non ha bisogno di imparare niente da noi. Se potessimo
capire questa semplice relazione che esiste tra il pensiero e il corpo, allora
probabilmente lasceremo il corpo funzionare da solo. Il pensiero può soltanto
creare problemi, non può aiutare a risolvere problemi. Nella sua essenza il
pensiero è fascista. È un meccanismo che vuole controllare tutto ed è
interessato principalmente alla sua sopravvivenza, ma è fondamentalmente in
opposizione con il funzionamento di questo organismo vivente.
L'intelligenza straordinaria dell'organismo biologico è tutto quello che serve
per vivere, ma noi usiamo continuamente il pensiero per interferire in ogni
momento col naturale funzionamento dell'organismo.
L'organismo vivente è come un computer dotato di un'intelligenza straordinaria,
che funziona un po' come un registratore. Il registratore non si chiede mai:
«Com'è che funziono?». [...] Ma voi state a porvi domande in continuazione.
Perché vi occupate di tutte queste cose? - «Chi ha creato questo mondo?»,
«Perché viviamo?». Lasciate tutte queste domande ai metafisici e agli
scienziati. - Probabilmente abbiamo paura di morire. Abbiamo paura di giungere a una fine. - Sì, io non voglio arrivare a una fine. Lei non ha paura di arrivare alla
fine? Non c'è niente qui che possa arrivare a una fine. Niente giunge a una fine tranne quel qualcosa che non vuole arrivare a una
fine.
[...] Se noi usiamo lo strumento del pensiero per cercare di raggiungere
l'impossibile meta di una felicità permanente, la sensitività del corpo viene
compromessa.
[...] La funzione del cervello in questo corpo consiste semplicemente nel
prendersi cura delle necessità dell'organismo fisico e nel mantenere la sua
sensitività, mentre il pensiero, con la sua continua interferenza con l'attività
sensoriale, distrugge la sensitività del corpo. Qui sta il conflitto.
Al corpo non interessano le esperienze che la mente cerca. Non interessano
neanche le cosiddette esperienze spirituali. Tutto ciò che è necessario per la
sopravvivenza di questo organismo vivente è già qui. [...]
Dovete togliere di mezzo tutto per scoprire qualcosa [...]. Nulla potrà esservi
d'aiuto, né la cultura, né l'umiltà, né il coraggio. Non c'è proprio nulla che
possiate fare [...]. ... Allora bisogna proprio buttare via tutto? No, non c'è niente da buttare via. Quello che gettate via e l'atto stesso di
rifiutare qualcosa non influiscono minimamente sull'effettivo funzionamento del
vostro organismo. Quando vi rendete chiaramente conto di questo fatto, capite
che non c'è nulla da buttare via, nulla a cui si debba rinunciare.
Quando, per un qualche strano caso o miracolo, vi viene mostrato che lo
strumento che state usando per cercare di capire ogni cosa non è uno strumento
di conoscenza, e che non esistono strumenti di conoscenza, la cosa vi investe
come un fulmine. [...]
Il cuore non sa che sta pompando il sangue. Non si chiede mai: «Mi sto
comportando bene?». Funziona e basta. Non si domanda: «C'è un qualche senso in
quello che faccio?».
La domanda: «Qual è lo scopo della vita?» per me non ha nessun significato. Voi
vivete in un mondo di idee. Non siete in contatto vivo con nulla" (pp. 100-106,
109-110).