"Lo stato naturale" (U.G. Krishnamurti)
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"Lo stato naturale" (U.G. Krishnamurti)


Continuiamo a leggere anche oggi alcuni brani tratti da L'inganno dell'illuminazione di U.G. Krishnamurti:

"Non è possibile comprendere questa cosa - si trova al di fuori del campo dell'esperienza. Lo stato naturale è acausale: semplicemente, accade. La sola cosa reale è il modo in cui funzionate; è futile tentare di paragonare la mia descrizione al modo in cui voi funzionate. Quando cessate di fare paragoni, quello che resta è il vostro stato naturale. A quel punto non vi interessano più le chiacchiere di nessuno. [...]
Quello che cercate non esiste; è un mito. [...]
Lo stato naturale non ha niente a che fare con l'autorealizzazione o con la realizzazione di Dio, non è qualcosa che possa essere raggiunto o acquisito, non è una cosa che si possa ottenere con la volontà; è qui - è uno stato vivente. Questo stato è l'attività organica della vita. Ma per «vita» non intendo qualcosa di astratto; è la vita dei sensi, che funzionano in modo naturale senza l'interferenza del pensiero. Il pensiero è un intruso, che si immischia negli affari dei sensi. [...]
L'atemporale non è una cosa della quale si possa avere esperienza, non può essere afferrata, contenuta, e ancor meno può essere espressa da un uomo. E non vi conduce da nessuna parte. Non esiste nessuna oasi situata in un qualche luogo; vi lasciate ingannare da un miraggio.
Questo stato è una condizione fisica del vostro essere. Non si tratta di una qualche sorta di trasformazione psicologica. Non è uno stato mentale nel quale un giorno vi trovate, e il giorno dopo non vi trovate più. Non potete immaginare quanto il pensiero, così come siete adesso, pervada e interferisca nel funzionamento di ogni cellula del vostro corpo. Trovarsi nello stato naturale fa saltare in aria ogni cellula, ogni ghiandola, ogni nervo. [...]
Non potete immaginare la tremenda pace che è sempre qui, dentro di voi, che costituisce il vostro stato naturale. Il vostro sforzarvi nel creare uno stato mentale quieto crea in effetti un elemento di disturbo in voi. Potete soltanto parlare di pace, creare uno stato mentale e dire a voi stessi che vi trovate in una condizione molto tranquilla - ma questa non è pace; è violenza. Perciò non è di nessuna utilità creare la pace o il silenzio. Il vostro silenzio è esplosivo; non è quello stato di morte mentale che i ricercatori spirituali immaginano. «Oh, sono in pace con me stesso! Ho avuto l'esperienza del silenzio!» - queste parole non hanno nessun senso. La pace è vulcanica nella sua natura: ribolle in continuazione - è energia, è vita: questa è la sua qualità. [...]
Quando parlo di «sensazioni», non intendo la stessa cosa che voi definite in questo modo. Nel mio caso, la sensazione costituisce una risposta fisica [...]. Quando si perviene allo stato naturale [...] le sensazioni [...] non sono più «buone» o «cattive», ma nient'altro che un tonfo. Se c'è un movimento fuori di voi - il pendolo di un orologio che batte, o un uccello che vola davanti al campo della vostra visione - [...] l'intero vostro essere è quel movimento o vibra con quel suono; non esiste separazione. Questo non significa che voi vi identificate con quell'uccello e dite: «Sono quell'uccello che vola». Non c'è un «voi», e nemmeno un oggetto. Che cosa provochi questa sensazione, non lo sapete. Non sapete nemmeno più che cosa sia una sensazione. [...]
Lo stato naturale è uno stato di grande sensibilità - ma si tratta di una sensibilità fisica, dei sensi, non qualche sorta di compassione emotiva, tenerezza o altro. La compassione esiste solo nel senso che non ci sono «altri» diversi da me, perciò non esiste separazione" (pp. 58-62).