"Le tre frasi che colgono il punto centrale" - 1 (Tulki Urgyen Rinpoche)
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"Le tre frasi che colgono il punto centrale" - 1 (Tulki Urgyen Rinpoche)


Giovedì abbiamo continuato a leggere qualcosa da Dipinti di arcobaleno di Tulku Urgyen Rinpoche:

"Buddha Shakyamuni è stato l'ultimo dei dodici maestri detentori degli insegnamenti dzogchen, ma fu Garab Dorje [...] a diffonderli in questo mondo [...] e a condensarli in tre frasi chiamate «Le tre frasi che colgono il punto cruciale»: riconosci la tua natura, decidi su un unico punto e acquista fiducia nella liberazione. [...]
La prima frase dice: «Riconosci la tua natura», la natura di buddha che è «vuota chiarezza soffusa di consapevolezza». Questa natura è essenzialmente vuota eppure naturalmente 'chiara'. I due aspetti sono indivisibili [...].
La natura di buddha è la base o la sorgente da cui tutti i mondi e gli esseri viventi hanno origine [...]. Come si può descrivere la natura di buddha? È in essenza vuota e chiara per natura, la sua capacità è «soffusa di consapevolezza autoesistente». Questa è la base universale da cui tutto emerge. [...] Sostenere che la natura di buddha è qualcosa che esiste, è un errore. Non è qualcosa di concreto con caratteristiche distinguibili; è, piuttosto, totalmente aperta e indefinibile come lo spazio. Non si può tuttavia nemmeno sostenere che non esiste, che non c'è una natura di buddha, proprio perché essa è la base e la sorgente di tutto ciò che appare ed esiste. Così, la natura di buddha non è compresa in nessuna categoria di essere o non essere [...].
La natura di buddha [...] viene descritta con la parola 'unità'. [...] Le forme che vediamo proprio ora, i suoni, gli odori, e così via, sono tutti presenti nella nostra esperienza. Se non esistesse la natura di buddha, queste esperienze non potrebbero esistere. Ma se affermiamo che la natura di buddha esiste, chi o che cosa è il soggetto delle esperienze? È possibile individuarlo e definirlo? Non è possibile, perché è privo di identità, vero? Non c'è possibilità di isolare una di queste due realtà: percepire ed essere vuoto. Mentre percepisce, la natura di buddha è priva, o vuota di un soggetto che percepisce; pur essendo vuota, c'è comunque l'esperienza della percezione. Cercate il soggetto della percezione e non troverete nessuna 'cosa'. Tra questi due elementi non esiste una barriera. Se solamente l'uno o l'altro fosse valido, esisterebbe un soggetto concreto della percezione che permane, oppure un vuoto assoluto. Invece, nello stesso tempo, una chiara percezione ha luogo e il soggetto che percepisce è totalmente vuoto. È l'unità di esperienza e vacuità, o unità di consapevolezza e vacuità.. [...]
È proprio questa unità che dobbiamo riconoscere quando riconosciamo la natura di buddha. Essere consapevoli di questo fatto è quanto Garab Dorje intende dire quando afferma: «Riconosci la tua stessa natura».
Il secondo insegnamento di Garab Dorje è: «Decidi su un unico punto». [...] 'Decidere su un unico punto' significa riconoscere lo stato libero dall'ignoranza e dal pensiero illusorio. Riconosciamo direttamente il fatto della vacuità e comprendiamo che la nostra natura non può essere determinata. Il fatto di sapere che essa non è qualcosa che si possa determinare prova la qualità di chiarezza. Non possiamo separare questi due aspetti, vacuità e chiarezza, perché costituiscono un'unità" (dal cap. 4).

Abbiamo iniziato con la consapevolezza del respiro.
Poi la camminata.
In ultimo la consapevolezza, da seduti, dei movimenti della spina dorsale.

A conclusione della lezione del lunedì, abbiamo letto alcuni brani tratti dal testo Zen e filosofia di Shizuteru Ueda (clicca qui).