"Si ha bisogno di normalizzare il terreno" (Itsuo Tsuda)
la meditazione come via
tra vipassana e zazen




 

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"Si ha bisogno di normalizzare il terreno" (Itsuo Tsuda)


Continuiamo a leggere dalle opere di Itsuo Tsuda:

"Ci sono tantissime persone che non sono né del tutto vive né del tutto morte. Sono nel chiaro-scuro senza sensazioni. Quello che facciamo non è aggiungere qualcosa in più, ma il «ritorno alla sorgente», che ci permette di sentire davvero ciò che accade ogni giorno, in ogni momento. È questo che è stato completamente trascurato. Non si fa altro che programmare, pianificare, in previsione di ciò che potrà accadere tra un anno, tra tre anni ecc. Ma cosa si fa adesso, cosa si sente? Non lo si sa. [...]
Nelle nostre vite moderne, l'attività del corpo diventa sempre più specializzata. C'è chi ha bisogno della vista, dell'udito, della testa ecc. Gli sportivi hanno bisogno dei muscoli. A causa di questa specializzazione si è più o meno deformati. La canalizzazione dell'energia si specializza. Non ci è possibile, all'improvviso, cambiare direzione. Siamo sempre sullo stesso canale. [...]
Si crede di poter controllare tutto ciò, ma è proprio difficile. È per questo che si ha bisogno di normalizzare il terreno: per avere la possibilità di utilizzare tutte le pedine a nostra disposizione. [...] Nella maggior parte delle persone la sensibilità non lavora.

Domanda: La maggioranza delle persone è desensibilizzata... [...]

Tsuda: Sì, sono spezzettate, compartimentate. Vedono il mondo attraverso una prospettiva molto, molto ristretta. [...]
Si viene al mondo senza conoscenza, senza alcuna spiegazione. Come avviene che un neonato possa trasformare il latte bianco in cacca gialla? Non ha alcuna conoscenza. Ebbene, proprio in quel momento l'assenza di conoscenza permette di far funzionare tutto quanto. Si dovrebbe arrivare a questo" (Cuore di cielo puro, pp. 16-18).