La ricerca del toro - 2
la meditazione come via
tra vipassana e zazen




 

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La ricerca del toro - 2


 

1.     Scoprire le orme

Sotto gli alberi vicino alle sponde,
tra l’erba profumata,
sulle montagne remote.
Queste tracce sono onnipresenti come il cielo
Ed evidenti come il mio naso.

Commento: 

Attraverso la guida della saggezza del Buddha il mandriano ha cominciato a capire qualcosa: ha trovato le orme. Ha compreso che proprio come molti oggetti sono fatti di un solo metallo, così tutte le cose del mondo oggettivo sono riflessi del sé. Tuttavia non riesce a distinguere tra verità e menzogna. Ha trovato il sentiero, ma non ha ancora varcato il cancello.

 

 

Il mandriano intraprende quindi la via della ricerca, è risoluto nel percorrere il sentiero che lo condurrà alla liberazione. A chi rivolgersi? come orientarsi? Se cerchi qualcosa e non sai dove trovarla, è ovvio che ti serva un appoggio! Hai bisogno di qualcuno che ti dica: fai così, vai da quella parte, pensa questo pensiero, agisci attraverso queste regole. Il mandriano ha come guida la saggezza del Buddha: grazie ad essa inizia il suo viaggio, vede le orme. Il Buddha paragonò il suo insegnamento a una zattera: ti serve per attraversare il fiume. Chi ritenesse opportuno, arrivato a riva, portarsela dietro, confonderla con un totem, un idolo, una stampella cui aggrapparsi, sarebbe ancora in preda all’illusione. Il mandriano è a questo livello: arriverà però, come viene sempre indicato dalle stesse parole del Buddha riguardanti la zattera, a realizzare che l’insegnamento non è qualcosa cui attaccarsi, ma il cui scopo reale è essere semplicemente strumentale, qualcosa da abbandonare una volta assolta la sua funzione: è un metodo di liberazione, non una dottrina cui aderire. La zattera ha la sua necessità, ma dopo è solo un peso inutile.
Però: quali orme vede il mandriano? possiamo veramente parlare di sentiero quando le orme sono ovunque? è corretto concepire una via della verità che si distingua da una via dell’errore quando le orme sono “onnipresenti”, quando tutto è fatto “di un solo metallo”? Vedere via giusta e via sbagliata, appropriato e sconveniente è una proiezione della mente. Eppure il nostro mandriano fa suo questo spazio mentale e così non riesce a distinguere tra verità e menzogna.
Non intuisce la profonda saggezza insita in questa sua ignoranza. Cerca una verità, senza sapere dove, e allora è in preda alla confusione. Non capisce che il suo stesso operare una scissione tra verità e menzogna è la causa della sua sofferenza.