"Accettare pienamente questo momento" (Eckhart Tolle)
la meditazione come via
tra vipassana e zazen




 

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"Accettare pienamente questo momento" (Eckhart Tolle)

All'inizio della lezione abbiamo letto un brano tratto da Il potere di adesso di Eckhart Tolle:

"Tutto ciò che dobbiamo veramente fare è accettare pienamente questo momento. Allora siamo a nostro agio nel qui e ora e con noi stessi.
Ma abbiamo davvero bisogno di avere un rapporto con noi stessi? Perché non possiamo semplicemente essere noi stessi? Quando abbiamo un rapporto con noi stessi, ci siamo spaccati in due: «io» e «me stesso», soggetto e oggetto. Questa dualità creata dalla mente è la causa fondamentale di ogni complessità superflua, di tutti i problemi e conflitti della nostra vita. Nello stato di illuminazione noi siamo noi stessi: «io» e «me stesso» si fondono in una cosa sola. Non giudichiamo noi stessi, non ci sentiamo dispiaciuti per noi stessi, non siamo orgogliosi di noi stessi, non amiamo noi stessi, non odiamo noi stessi, eccetera. La spaccatura causata dalla consapevolezza autoriflessiva viene guarita, la sua maledizione allontanata. Non vi è più un «sé» che dobbiamo proteggere, difendere o alimentare. Quando siamo illuminati, vi è un unico rapporto che non abbiamo più: il rapporto con noi stessi. Una volta rinunciato a questo, tutti gli altri rapporti saranno rapporti d'amore".

È molto importante questo punto: la pratica non è una modalità per rapportarsi con se stessi, bensì un essere. È una pratica di abbandono e non di contrazione; è un lavoro di svuotamento e non di egocentrico rispecchiamento in se stessi. Non si tratta di essere fissati; è il contrario: essere dimentichi.

Abbiamo iniziato con l'esercizio sulla consapevolezza del respiro.
Poi la camminata.
L'esercizio della consapevolezza in piedi, fermi.
In ultimo, zazen.

Alla fine della lezione abbiamo letto e commentato una sentenza presente nello Zenrin-kushu (clicca qui).