|
|
|
All'inizio della lezione abbiamo letto alcune righe tratte da una conferenza sul "Camminare" di Thoreau, uno dei più grandi autori della letteratura americana ottocentesca: "Mi allarmo quando, addentrandomi per un miglio in un bosco, mi accorgo di camminare con il corpo senza esser presente con lo spirito. Vorrei, nei miei vagabondaggi pomeridiani, dimenticare le occupazioni del mattino e gli obblighi sociali. Ma talvolta non è facile liberarsi delle cose del villaggio. Il pensiero di qualche lavoro si insinua nella mente e io non sono più dove si trova il mio corpo, sono al di fuori di me. Vorrei, nei miei vagabondaggi, far ritorno a me stesso. Perché rimanere nei boschi se continuo a pensare a qualcosa di estraneo a quel che mi circonda?" Ecco: l'unità. Essere pienamente presenti, consapevoli, totalizzati e totalizzanti; completamente immersi nella realtà del qui e ora, per cui - come scrive sempre Thoreau altrove - "il cigolio della pompa sembra altrettanto necessario della musica delle sfere". Abbiamo iniziato con l'anapanasati. Al termine della lezione abbiamo letto un brano tratto da un testo di Muso Kokushi (clicca qui). |
|