"Svuotandosi si riempie": un capitolo dal Tao Te Ching
la meditazione come via
tra vipassana e zazen




 

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"Svuotandosi si riempie": un capitolo dal Tao Te Ching

All'inizio della lezione abbiamo letto un capitolo dal Tao Te Ching, il famoso testo taoista:

Piegandosi si conserva,
curvandosi si raddrizza,
svuotandosi si riempie,
cedendo si rinnova,
dirigendosi al poco, ottiene,
desiderando il molto, fallisce.
Il saggio si mantiene nell'Uno
e così diviene modello a tutto il mondo.
Non mettendosi in mostra, illumina;
non imponendo il suo valore, risplende;
non incensandosi, ha merito;
non esaltandosi, dura a lungo;
non contendendo con nessuno,
nessuno al mondo lo guerreggia.
Quel che gli antichi ripetevano:
'Piegandoci ci si conserva',
non era vano.
L'uomo saggio ha tutto in sé.

È molto presente nel taoismo quella che potremmo chiamare la virtù della cedevolezza, da accostare in un certo senso alla virtù cristiana dell'umiltà. Cedevolezza, abbandono, 'lasciare la presa', svuotarsi: tutto questo realizza la pienezza del saggio, la sua invincibilità. Due spade che si contrastano creano un duello; ma una spada che penetra in uno spazio d'acqua senza fondo, non trova il suo bersaglio e fallisce inesorabilmente.

Abbiamo poi iniziato la pratica con l'anapanasati (consapevolezza del respiro), continuando poi con la meditazione in camminata, con l'esercizio della consapevolezza del viso. In quest'ultimo, iniziando dagli occhi, dai loro contorni, passando poi alla fronte, alle tempie, alle gote, alle parti inferiori del viso e alle mascelle, abbiamo centrato la nostra consapevolezza su ogni punto. Questo è un esercizio che, se praticato correttamente, dovrebbe dare un senso di rilassamento profondo dei nostri muscoli facciali. Soprattutto i muscoli delle guance, degli zigomi, che sono sempre attivi durante la giornata, dovrebbero smorzarsi totalmente. Come in tanti esercizi di questo genere, è molto importante non darci per vinti se in un primo momento non sentiamo nulla: ricordiamoci che il nostro corpo, in tutte le sue parti, è rimasto in uno stato di abbandono e di passività per anni e anni. Non possiamo allora pretendere che lo si possa risvegliare in un istante! In ultimo abbiamo fatto l'esercizio sulla consapevolezza delle parti del corpo che poggiano, limitandoci al sedere, alle ginocchia e ai piedi.

In ultimo la lettura di un brano tratto dallo Zazen Wasan di Hakuin (clicca qui).