"Prestare attenzione alle piccole cose" (Tiffany Watt Smith)
la meditazione come via
tra vipassana e zazen




 

home

presentazione

meditare

le lezioni

buddhismo

zen

tantra

gli esercizi

testi

poesie

bibliografia

insegnante

dizionario zen

stampa

cerca nel sito

email

seminari

newsletter


 


 

"Prestare attenzione alle piccole cose" (Tiffany Watt Smith)


Abbiamo letto un brano tratto dall'Atlante delle emozioni umane di Tiffany Watt Smith, alla voce «Spensieratezza»:

"Per il romanziere David Herbert Lawrence, non pensare era un'abilità che valeva la pena coltivare. Nel suo breve saggio Insouciance (Noncuranza), ricorda un caldo pomeriggio passato sul balcone di un albergo in Spagna. Lo scrittore è piacevolmente, pigramente intento a guardare due uomini che tosano l'erba verde: «Slush! Slush! Suonano i colpi di falce». Ma poi dal balcone accanto al suo si alzano le voci di due donne che parlano di politica internazionale. «Loro pensano!», lamenta lui. «Sono semplicemente divorate dal pensare. Sono così impegnate a pensare al Fascismo e alla Società delle Nazioni […] che non sanno neanche in quale posto si trovano».
Per Lawrence la nonchalance era un atto rivoluzionario. Una protesta contro l'alienazione del mondo moderno e tecnologico, un ritorno al ritmo naturale della vita. Quindi invitava i suoi lettori a prestare attenzione alle piccole cose, ai dettagli – la sensazione del sole sul proprio volto, l'esatta sfumatura di blu dei pantaloni di un uomo, il suono di una falce – invece di rifugiarsi nel pensiero astratto e nei discorsi politici.
Sotto questo punto di vista Lawrence era un progenitore delle oggi tanto decantate tecniche di mindfulness".

Interessante come in questo brano la dimensione della spensieratezza (cioè il non pensare) sia strettamente collegata con quella dell'essere aderente alle cose, all'attenzione per tutto ciò che viene a costituire la complessa e variegata realtà nella quale abito. Allora il non pensare non è più la fuga dal mondo, non è più il costringersi per qualcosa di innaturale rispetto alla sanità della mia vita psichica, ma è più semplicemente e dolcemente il ritorno alla verità più intima del mondo, il mio abitarla profondamente.