Abbiamo iniziato leggendo una nota poesia di Sivananda,
maestro indiano di yoga della prima metà del '900:
"La potenza del pensiero
muta il destino.
L'uomo semina un pensiero
e raccoglie un'azione;
semina un'azione
e raccoglie un'abitudine;
semina un'abitudine
e raccoglie un carattere;
semina un carattere
e raccoglie un destino.
L'uomo costruisce il suo avvenire
con il proprio pensare ed agire.
Egli può cambiarlo
perché ne è il vero padrone".
È molto vicino a quello che ripetiamo
spesso. Ricordiamoci anche quella frase che traspira verità in tutte le sue
parole: "Si diventa ciò che si pensa" (Maitry Upanishad).
La purificazione del pensiero attraverso la meditazione, se si traduce in azione
consapevole, conduce - attraverso una pratica costante - a un radicale mutamento
della persona. In questo senso l'uomo è padrone del proprio avvenire: attraverso
ciò che penso e faccio oggi, decido quello che sarò e farò domani.
Inevitabilmente: è una legge causa-effetto.
Poi abbiamo iniziato con l'anapanasati e
proseguito con la meditazione camminata.
Alcuni approfondimenti riguardo all'esercizio del fare vuoto interiormente e sul
rapporto tra meditazione e vita quotidiana si sono protratti fino alla
conclusione della lezione: sarà per la prossima volta!