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"Siddharta ascoltava..." All'inizio della lezione abbiamo letto un brano tratto dal famoso Siddharta di Hermann Hesse; un brano che per certi versi può risultare interessante rispetto all'esercizio sulla consapevolezza dei suoni che abbiamo fatto la scorsa volta: "Siddharta ascoltava. Era tutt'orecchi, interamente immerso in ascolto, totalmente vuoto, totalmente disposto ad assorbire; sentiva che ora aveva appreso tutta l'arte dell'ascoltare. Spesso aveva già ascoltato tutto ciò, queste mille voci nel fiume; ma ora tutto ciò aveva un suono nuovo. Ecco che più non riusciva a distinguere le molte voci, le allegre da quelle in pianto, le infantili da quelle virili, tutte si mescolavano insieme, lamenti di desiderio e riso del saggio, grida di collera e gemiti di morenti, tutto era una cosa sola, tutto era mescolato e intrecciato, in mille modi contesto. E tutto insieme, tutte le voci, tutte le mete, tutti i desideri, tutti i dolori, tutta la gioia, tutto il bene e il male, tutto insieme era il mondo. Tutto insieme era il fiume del divenire, era la musica della vita. E se Siddharta ascoltava attentamente questo fiume, questo canto dalle mille voci, se non porgeva ascolto né al dolore né al riso, se non legava la propria anima a una di quelle voci e se non s'impersonava in esse col proprio io, ma tutte le udiva, percepiva il Tutto, l'Unità, e allora il grande canto delle mille voci consisteva in un'unica parola, e questa parola era Om: la perfezione". Ovviamente Om è da intendere nel suo senso simbolico: cioè quel suono-silenzio perfetto che proviene da una completa e attenta consapevolezza della sinfonia dei suoni. Poi abbiamo iniziato la pratica.
Consapevolezza del respiro (anapanasati), meditazione in camminata,
consapevolezza - da seduti - dei piccoli movimenti della schiena. Alla fine della lezione abbiamo letto e commentato una poesia di Basho (clicca qui).
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