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"La vera sorgente non è né saporita né priva di sapore" (Shunryu Suzuki-roshi)


 

"La vera sorgente non è né saporita né priva di sapore" (S. Suzuki-roshi)


Procediamo nel leggere Rami d'acqua scorrono nell'ombra di Shunryu Suzuki-roshi. Qui Suzuki-roshi commenta alcune frasi del Sandokai:

"«La sorgente spirituale brilla chiara in piena luce». [...] Qualunque cosa possa concepire la vostra mente non è la sorgente vera e propria. [...] Solo quando praticate lo zazen la possedete. Tuttavia, che pratichiate o no, che lo realizziate e no, qualcosa esiste, ancora prima della vostra realizzazione, e quello è la sorgente. Non è qualcosa che potete assaporare. La vera sorgente non è né saporita né priva di sapore. [...]
Qualunque cosa sia nella nostra mente, grande o piccola, giusta o sbagliata, è essere. Se pensate a qualcosa in termini di giusto o sbagliato potreste dire: «Questa è la verità eterna». Ma per noi anche quell'idea di verità eterna è ancora essere, perché esiste semplicemente nella nostra mente. [...]
La vera sorgente è oltre il nostro pensiero; è pura e senza macchia. Quando la descrivete, la limitate. [...] Il verso seguente dice Shiha anni ruchusu, «le sue ramificazioni scorrono nell'ombra». Shiha significa 'ramificazione'. [...]
Reigen è affine a noumeno, e shiha al fenomeno. [...] È bene ricordare i termini più tecnici ri e ji. Ji [...] si riferisce al fenomeno, a qualcosa che potete vedere, udire, odorare o gustare, come pure agli oggetti mentali o alle idee. Qualunque cosa possa essere introdotta nella nostra coscienza è ji. Ciò che è oltre la nostra coscienza, il noumeno, è ri.
Nell'ombra le ramificazioni scorrono ovunque, come l'acqua. L'acqua è presente anche quando non ne siete consapevoli. [...] Allo stesso modo la pura sorgente è ovunque. Ogni essere è di per sé pura sorgente, e la pura sorgente non è altro che ciascun essere. Non sono due cose distinte. Non c'è differenza tra ri e ji, tra la sorgente pura e il ruscello. Il ruscello è la pura sorgente, e la pura sorgente è il ruscello. La pura sorgente scorre ovunque, anche se non la conoscete. Questo 'non conoscere' è ciò che chiamiamo 'ombra', ed è molto importante.
[...] La persona illuminata non trascura le cose e non si attacca a esse, neanche alla verità. Non c'è verità che sia differente da ciò che ogni essere è. Ogni essere è di per sé la verità. Potreste credere che ci sia una verità che controlla ogni essere. Questa verità, potreste pensare, è come la verità della legge di gravità. Se la mela è ogni essere, allora dietro la mela c'è una verità che opera su di essa, come la legge di gravità. Comprendere le cose in questo modo non è illuminazione. [...]
«Accettare l'identità ancora non è illuminazione». Neanche riconoscere la verità è illuminazione. Sarebbe meglio non dire nulla. [...] In realtà l'illuminazione non è qualcosa che si può sperimentare. È al di là della nostra esperienza. Se qualcuno dice: «Ho raggiunto l'illuminazione», è in errore. Significa che si aggrappa a una qualche spiegazione dell'illuminazione. Questa è illusione. [...] Al tempo stesso, qualcosa che potete sperimentare è anche illuminazione.
[...] Quando dite: «Abbiamo la natura di buddha», potreste pensare che la natura di buddha sia qualcosa di simile a un diamante nella manica. Ma la vera natura di buddha non è così. Il diamante è ji, non ri. Siamo sempre coinvolti con il mondo di ji, senza realizzare ri.
[...] Potreste chiedere: «Qual è il vero insegnamento del Buddha?». Se non lo capite continuerete a chiedere: «Qual è? Qual è? Cosa significa?». State semplicemente cercando qualcosa che riusciate a comprendere. È un errore. Non è così che esistiamo. Dogen Zenji dice: «Nessun uccello che vola conosce i limiti del cielo. Nessun pesce che nuota conosce la fine dell'oceano». Esistiamo nell'universo illimitato. [...] Dogen Zenji dice: «L'uccello vola come un uccello; il pesce nuota come un pesce». Questa è la via del bodhisattva, ed è così che osserviamo la nostra pratica" (pp. 53-60).