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"Rilassarsi nella sensazione di godimento" (Rigdzin Shikpo)

 


"Rilassarsi nella sensazione di godimento" (Rigdzin Shikpo)


Abbiamo continuato a leggere dal testo Non rifiutare nulla. Il sentiero buddhista al di là di speranza e paura di Rigdzin Shikpo:

"Per la maggior parte di noi, il piacere è un senso di volare da una vetta all'altra ignorando tutto ciò che c'è in mezzo. È importante godersi la totalità dell'esperienza, le sue fluttuazioni [...], invece di guardare soltanto verso la prossima vetta. [...]
Il piacere tende a essere circoscritto e localizzato [...]. Dobbiamo lasciar crescere queste sensazioni per poterci soffermare su di esse. [...]
Il lavoro con il desiderio e il piacere richiede un approccio diverso dal lavoro con l'odio. Qui non c'è l'idea di recidere. Il metodo base richiede di rilassarsi nella sensazione di godimento. Se la lasciamo crescere finché acquista una qualità di spaziosità, questa sensazione, invece di rimanere isolata, diventa onnipervadente. A questo punto potete aprirvi e abbandonarvi a essa. [...]
Entrando nella sensazione, il senso di separazione tra voi e la sensazione diminuisce. È come se vi dissolveste. [...]
Per trasformare il desiderio, la sensazione deve diventare totalmente spaziosa e onnipervadente, non più limitata a una particolare persona o oggetto. [...] Come l'odio si trasforma in chiarezza, il desiderio viene trasformato in una sorta di sensibilità universale. [...]
Il senso di morire è associato simbolicamente alla perdita dell'io e al crollo del nostro mondo. Qualunque forte sensazione di desiderio o di unione può provocare questa dissoluzione e creare delle esperienze di non io o di crollo. Fa sempre abbastanza paura, per questo vogliamo che i nostri piaceri rimangano esterni. [...]
Dal punto di vista dell'io, tutte le esperienze forti sono negative perché contengono quella qualità di unione che fa collassare sia l'io sia il mondo. L'io vuole sempre tutto nei suoi termini, cerca di tenere tutto a distanza. Si sente minacciato da qualunque esperienza che gli si avvicini troppo e non fa nessuna differenza se questa esperienza è di odio, desiderio o pura consapevolezza. tutte queste esperienze gli sembrano un tradimento, perché vanno in direzione di un mondo in cui l'io non può vivere.
[...]
La maggior parte di noi preferisce una sofferenza familiare a una beatitudine sconosciuta. La beatitudine va benissimo se rientra nel nostro schema ordinario di esperienze, altrimenti preferiamo la sofferenza. [...]
Perché non è facile diventare illuminati? [...] Perché l'io ha paura di scomparire. L'apparente solidità del nostro mondo, con tutte le sue sofferenze e le sue irritazioni, serve a confermare la nostra esistenza. E, dal punto di vista dell'io, questa è la cosa più importante.
[...]
La verità viene spesso paragonata a un amante. [...] È l'oggetto d'amore ultimo, [...] permea l'intero mondo fisico, includendo non solo le altre persone e gli amanti in carne e ossa, ma tutte le situazioni fisiche, intellettuali ed emotive a cui siamo collegati. [...]
La verità [...] è tutto attorno a noi e ha un'attività, un movimento suoi propri" (pp. 126-128, 137, 143).