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"Mantenere un atteggiamento di accettazione" (Rigdzin Shikpo)

 


"Mantenere un atteggiamento di accettazione" (Rigdzin Shikpo)


Abbiamo continuato a leggere dal testo Non rifiutare nulla. Il sentiero buddhista al di là di speranza e paura di Rigdzin Shikpo:

"Quando ci sediamo a meditare, in un modo o nell'altro ci aspettiamo dei successi. In Occidente è un'idea diffusa che meditazione significhi svuotarsi dai pensieri, idea molto difficile da cancellare. Iniziando la pratica ci preoccupiamo di farla bene e ci lamentiamo se la nostra meditazione è piena di pensieri. [...]
In seguito ci chiediamo se stiamo ottenendo i risultati sperati, risultati sui quali abbiamo molte idee preconcette. [...] Vogliamo ottenere qualcosa dalla meditazione, qualcosa per cui valga la pena praticarla.
Mentre meditiamo guardiamo dietro di noi per vedere quanta strada abbiamo percorso. Portiamo nella pratica aspettative, speranze, desideri e paure. Se meditiamo allo scopo di ottenere qualcosa abbiamo già preso la direzione sbagliata, perché ci distrae dall'esperienza immediata. Paragoniamo il passato a un futuro immaginario, alla ricerca delle prove del nostro miglioramento.
[...] Quello che dobbiamo fare è semplicissimo: rivolgere la pratica meditativa all'esperienza immediata, al respiro e al flusso dei pensieri che nascono e muoiono. Con questo atteggiamento inizia a emergere un genuino spirito di spontaneità, che non può nascere se siamo continuamente preoccupati dello stato di salute e degli ottenimenti della nostra meditazione, perché in questo modo distogliamo sempre lo sguardo dall'esperienza immediata.
[...] In meditazione cercate di mantenere sempre un atteggiamento rilassato, anche quando la mente è in preda alla confusione dell'agitazione o del torpore. Non importa se siete distratti, disattenti o disorientati. Quello che importa è mantenere un atteggiamento di accettazione nei confronti di tutto ciò che avviene nella vostra mente. Se vi distraete o siete disorientati, è sufficiente accorgervene nel momento in cui ritorna la consapevolezza e riprendere la tecnica meditativa. Non occorrono azioni violente per correggere quelli che, dopo tutto, sono solo i modelli della vostra mente. [...]
Dobbiamo imparare a riconoscere le somiglianze tra il modello della distrazione e quello della precisione, tra la confusione e la spaziosità. Il principio sottostante è sempre uno: concentrarsi e lasciar andare. La mente lavora sempre in termini di concentrarsi e lasciar andare. Accade sia di attimo in attimo sia per lunghi periodi di tempo, e lo notiamo particolarmente nella pratica meditativa. [...] Notare questi modelli fa parte della meditazione.
Meditando in questo modo, la mente diventa più leggera, il senso di oppressione si allevia e diventiamo quasi spontanei. [...] Relazionarsi alla mente in questo modo è molto più salutare e profondo del semplice calmare la mente. Calmare la mente può essere soltanto un'altra droga" (pp. 39- 45).