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"Entrare nelle situazioni nudi" (Rigdzin Shikpo)



"Entrare nelle situazioni nudi" (Rigdzin Shikpo)


Cominciamo oggi a leggere alcuni brani tratti da Non rifiutare nulla. Il sentiero buddhista al di là di speranza e paura di Rigdzin Shikpo. Rigdzin Shikpo (nome che fu dato a Michael Hookham da Khenpo Tsultrim Gyamtso Rinpoche) ha iniziato a interessarsi e a praticare buddhismo dagli anni '50, divenendo discepolo di alcuni tra i più importanti maestri tibetani, tra cui Chögyam Trungpa Rinpoche, Dilgo Kyentse Rinpoche, oltre che il già citato Khenpo Rinpoche. È anche il fondatore della comunità buddhista dzogchen Longchen Foundation, la quale opera in Germania e in Inghilterra.

"Tutti abbiamo delle spade segrete, o non così segrete, che usiamo per gestire le situazioni difficili, quando al contrario avremmo bisogno di avere le mani vuote, di entrare nelle situazioni nudi. [...]
L'apertura suggerisce che siamo aperti alle varie possibilità e a modi diversi di pensare e di sentire. Siamo aperti agli altri, permettendo che entrino in contatto con noi e a volte che ci feriscano, senza bloccarli immediatamente. L'apertura è un modo di conoscere il mondo che ci consente di relazionarci correttamente alle cose e di agire in modo appropriato.
Trungpa Rinpoche mi ha parlato in varie occasioni della totale e assoluta apertura, qualcosa di più dell'apertura in senso ordinario. Diceva che è possibile fare esperienza del mondo senza nessuna delle barriere create dall'io. Aggiungeva che questo stato di totale apertura è assolutamente naturale. Non dobbiamo costruirlo o meglio, come si dice oggi, decostruirlo. Non dobbiamo abbattere un muro fiammeggiante nella nostra mente e nel nostro cuore. Muri di questo genere esistono solo nella nostra immaginazione [...].
[...] La pratica dell'apertura e della consapevolezza ci fa capire che siamo realmente sotto un incantesimo. Nasce così un senso graduale di dis-incanto [...].
All'improvviso ci accorgiamo che l'universo è molto più ampio di quello che immaginavamo. Scopriamo quale visione ristretta avevamo [...]" (pp. 19-25).