Il giovedì di questa settimana abbiamo continuato a leggere dalle opere di
Osho:
"L'idea di essere nel presente non ti permetterà di
rilassarti. Di fatto, se ti rilassi, sarai nel presente. All'inizio, se ti
rilassi il passato piomberà su di te: tante cose che hai soppresso, alle quali
non hai mai permesso di emergere al cospetto della tua coscienza, che hai
evitato, si affolleranno in te. Quando ti rilassi le porte sono aperte; tutte
queste cose volevano da sempre presentarsi alla tua coscienza, ma non glielo hai
permesso. Adesso che non le costringi più saranno loro ad affollarsi; ma
si tratterà di un fatto temporaneo.
E verranno anche molti sogni repressi sul futuro. Per qualche tempo ci sarà il
caos: devi rilassarti e osservare il caos. Non c'è alcun motivo d'ansia, è un
fatto naturale. È come se una stanza fosse rimasta chiusa per molti giorni, poi
la apri e ne esce cattivo odore; se la tieni aperta ci sarà un nuovo afflusso
d'aria fresca e il cattivo odore se ne andrà.
[...] Non cercare di essere nel presente; piuttosto, rilassati, in modo che il
passato e il futuro siano entrambi presenti, e se ne andranno da soli. Non ti
devi preoccupare; limitati a osservare. Non fare assolutamente nulla, perché se
fai qualcosa, ancora una volta reprimerai. [...]
Il problema nasce perché ti metti ad agire, e dici: 'Questa idea non dovrebbe
essere presente'. [...] Se non fai nulla cominciano a succedere tante cose, e la
prima è questa: tutte le repressioni che sono state liberate voleranno lontano
da te. Presto verrà il giorno in cui il cielo sarà assolutamente sgombro: allora
sarai nel presente.
[...] Rilassati e basta; ora qualsiasi cose accada, accade. E se non succede
nulla, anche questo va bene.
Uno stato di abbandono è uno stato di abbandono! Ora non hai più alcuna idea di
quello che dovrebbe succedere. Se il passato ti assale, ti assale; se si
intromette il futuro, si intromette. Non ti preoccupare minimamente di essere
nel presente, perché questo non ti permetterà di lasciarti andare. È sufficiente
che ti rilassi. Ma il rilassamento è diventato pressoché impossibile perché poni
così tante condizioni: questo dovrebbe essere e questo no; questo pensiero è
cattivo, questo è buono; questo viene dal demonio, questo da Dio. E tu stai
continuamente scegliendo, manipolando, lottando, organizzando. Non puoi
lasciarti andare.
Dimentica ogni moralità, dimentica ogni giudizio. Nulla è buono, nulla è
cattivo. Tutto è ciò che è. Rilassati. All'improvviso, un giorno, il presente
sorge in tutto il suo profondo splendore. Allora non ci sono più nuvole, né
pensieri, né desideri. Ed essere nel presente vuol dire attraversare la porta
dell'esistenza" (da La vera saggezza, pp. 232-234).
Abbiamo iniziato con la consapevolezza del respiro.
Poi la camminata.
Poi, da seduti, l'esercizio dell'osservazione dei pensieri con la domanda "da
dove viene?".
In ultimo zazen.
A conclusione della lezione del lunedì
abbiamo continuato la nostra lettura e commento di brani tratti dallo
Shobogenzo (clicca
qui).