"Tranquillamente in contatto con quello che accade" (William Segal)
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"Tranquillamente in contatto con quello che accade" (William Segal)


Continuiamo a leggere dal testo di William Segal, Respirare l'istante:

"Nell'immobilità si ha la sensazione di essere aperti a una più sottile consapevolezza.
È una sensazione analoga a quella che appare quando si è in comunicazione con la natura, con la grande musica, con l'arte.
Qualche volta si può sperimentare questa energia in presenza di un uomo o di una donna dotati di Essere, o quando un inatteso momento di grazia, di dolore, di shock ci libera dalla routine delle associazioni [mentali].
Improvvisamente c'è un'apertura a un'altra energia - l'indubitabile gusto di qualcosa di più alto e di più vero.
Posso essere infinitamente più rilassato di quello che sono.
Posso essere infinitamente più sensibile alle mie sensazioni.
Posso essere respirato.
Posso essere aperto a un pensiero più alto.
C'è una vibrazione che abitualmente non sento? [...]
Come non dimenticare le infinite possibilità che ogni momento porta con sé? C'è una relazione unica, qui, nel momento presente. È questione di chiamare l'attenzione su di sé, semplicemente essere consapevole di fare quello che sto facendo. [...]
La mente silenziosa, il corpo privo di tensioni, noi funzioniamo liberamente, aperti verso ciò che è più alto e sempre presente. [...]
Essere svegli quando si riceve un'impressione; quanto più profondamente entra in noi, tanto maggiore il suo potere di lavoro. [...]
In una vigilanza quieta, senza anticipare nulla, sono aperto a quello che c'è qui, ora. Mi vedo leggere queste parole. Leggo lentamente. Vedo il modo in cui sono seduto. Sento il mio corpo, il sorgere e il muoversi dei pensieri, dei sentimenti - l'andare e venire del mio respiro. Sono il testimone e il testimoniare, mentre passivamente guardo e attivamente sono guardato.
Vedo che ci può essere un lasciare andare ancora più profondo, un inizio di relazione con un immutabile, interiore immobilità. Come un foglio di carta bianca che conserva la sua natura, resto ricettivo ma puro, tranquillamente in contatto con quello che accade, con l'attenzione interamente nell'istante. [...] C'è un modo di essere senza fare?
In ascolto del silenzio presente nell'immobilità, divento consapevole di una rete di relazioni, di un'unità che conduce la struttura del corpo/mente a una nuova soglia. [...]
Per l'uomo [...] c'è bisogno di lasciare andare. «L'ascolto della Parola di Dio», ha scritto Meister Eckhart, «richiede una resa completa». Paradossalmente, il pensiero che qualcuno ha qualcosa da fare nel lavoro della creazione [di sé] è un ostacolo all'arrendersi" (pp. 27-55).