"Una totale rinuncia a tutto quello che stai facendo" (John de Ruiter)
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"Una totale rinuncia a tutto quello che stai facendo" (John de Ruiter)


Nella lezione del lunedì di questa settimana abbiamo iniziato a leggere qualche brano tratto da Realtà senza veli. L'amore per ciò che è vero di John de Ruiter:

"La volontà e la mente non possono ottenere la Verità, la realtà, l'essere. [...] Niente di quel che appartiene alla forma, [...] nessuna struttura o disciplina, nessuno sforzo può esser utilizzato come strumento per procurarsi, nel proprio cuore, la realtà senza forma dell'unico modo autentico di essere. [...]
Nessun fare [...] potrà riuscirci. Solo quando avrai consegnato tutto il tuo affaccendarti, [...] solo allora questo modo autentico di essere, che ha origine nel cuore [...] potrà veramente esprimersi [...]. Non si può fare per essere. [...]
Quando le persone seguono un cammino, soprattutto se lo fanno con una certa serietà, la loro coscienza si apre, certamente, e si approfondisce; queste persone diventano più rilassate, meno rigide. Però accade anche qualcos'altro. Si viene a creare una struttura interna molto sottile, intricata, sofisticata, una struttura che le spinge a ottenere di più... più complessità, più conoscenza; vogliono sapere come muoversi, come essere, come fluire. E c'è qualcosa per loro in tutto questo. Non c'è nulla di gratuito. A queste persone importa molto essere come sono [...].
È una cosa che succede sempre quando si segue un cammino spirituale. In realtà non lo segui per amore di ciò che è vero, ma per te stesso. Di conseguenza, qualsiasi cosa accada lungo la via è qualcosa di cui ti impossessi. Ti incammini sul sentiero solo perché da un «qualcuno» mediocre ti puoi trasformare in un «qualcuno» sofisticato, spiritualmente raffinato. [...]
Se la Verità è davvero quel che vuoi, se sei pronto a donarti interamente ad essa, allora dentro di te, all'improvviso, vi è la resa, una totale rinuncia a tutto quello che stai facendo e a tutto quello che hai ottenuto per te stesso, stai facendo e a tutto quello che hai ottenuto per te stesso, nel cercar di essere «qualcuno», e c'è come un semplice abbandonarsi, adagiarsi nella consapevolezza interiore. [...]
In genere, chi intraprende un cammino spirituale non lo fa per perdere qualcosa [...]. Lo intraprende per ottenere qualcosa. Comincia il cammino e alla fine si ritrova con un mucchio di acquisizioni. [...]
Le tecniche, lo sforzo, la disciplina e la concentrazione vengono sempre utilizzate per uno scopo personale. [...]
Diventiamo un «qualcuno» che ha veramente ottenuto qualcosa.
Al contrario, quando vivi immerso in quello che sai che è vero, se vivi in quel modo d'essere che scaturisce dai recessi più intimi della coscienza, non ti sforzi mai di ottenere di più. Accade invece che ti accontenti sempre di meno, di meno e di meno. Dentro di te, come coscienza, smetti di cercare il «più». Sei perennemente innamorato del «meno». [...] «Meno» diventi e più il tuo modo di essere si raffina, si assottiglia. [...]
Quando non c'è più nessun programma da seguire, allora dentro di te non rimane altro che apertura, spazio [...]. Non vi sarà alcun sentiero da seguire [...]. Ci sarà soltanto un modo vero di essere: un'apertura, un'arrendevolezza totale verso ciò che tu sai, onestamente, che è vero. [...] Non può esservi alcun sentiero, in questo caso: vivrai senza seguire nessun cammino, semplicemente in un modo autentico di essere" (pp. 5-12).