"Del tutto abbandonato al rosso splendore della rosa" (Martin Heidegger)
la meditazione come via
tra vipassana e zazen




 

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"Del tutto abbandonato al rosso splendore della rosa" (Martin Heidegger)

All'inizio della lezione abbiamo letto un brano del filosofo tedesco Martin Heidegger, tratto dal suo saggio "Fenomenologia e teologia":

"Se per esempio noi siamo seduti in giardino e ci godiamo il profumo delle rose in fiore, non facciamo delle rose [...] un oggetto, qualcosa cioè di tematicamente rappresentato. Se in silenzioso dire sono del tutto abbandonato al rosso splendore della rosa e rifletto all’essere rosso della rosa, allora questo essere rosso della rosa non è [...] né una cosa, né un oggetto così come la rosa in fiore. Questa sta in giardino, magari oscilla al vento. Eppure io vi penso e ne parlo in quanto la nomino. C’è perciò un pensare e un dire che non ha alcun carattere obiettivante né oggettivante".

Qui Heidegger parla di un atteggiamento mentale svuotato dei pensieri, delle valutazioni, dei giudizi, dei confronti. Una mente tersa, davanti allo splendore della nuda realtà, non può che riceverne l'intera bellezza e verità. Non pensi alla rosa, non te la stai rappresentando mentalmente, non la stai tematizzando nei tuoi discorsi interiori: sei semplicemente seduto e ti godi il suo colore rosso, il suo profumo, la sua presenza, il suo essere-lì. Non la oggettivi, non la degradi a cosa: semplicemente la vivi. Il resto è di troppo.

Abbiamo iniziato con la consapevolezza del respiro.
Poi la meditazione in camminata.
Poi la meditazione in piedi, fermi.
In ultimo zazen, ma questa volta non abbiamo posto la nostra attenzione ai respiri, bensì semplicemente nella postura. A volte si dice: "Zazen è shikantaza", cioè la meditazione zen consiste semplicemente nello stare seduti, nel mantenere la postura così come essa deve essere. La postura ferma, equilibrata, stabile, nobile, conduce a una mente dalle stesse caratteristiche: anzi, una buona postura è già di per sé una mente altrettanto pulita. Allora fissiamo la nostra attenzione sui punti nevralgici: il mento continua ad essere leggermente rientrato? la punta della lingua è appoggiata sul palato? le spalle sono allineate? il petto? la colonna vertebrale è allungata e dritta? le braccia sono scostate dal busto? le ginocchia poggiano stabilmente a terra? il mudra delle mani è corretto, cioè i pollici si toccano formando una linea diritta? sento delle tensioni accumulate non necessarie al mantenere la posizione? respiro con la pancia? Ecco: poniamo mente a queste domande durante tutto l'esercizio e così investighiamo il nostro corpo. 

Al termine della lezione abbiamo letto un brano tratto dal famoso "Mente zen mente di principiante" di Shunryu Suzuki-roshi (clicca qui).