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All'inizio della lezione abbiamo letto un brano del filosofo tedesco Martin Heidegger, tratto dal suo saggio "Fenomenologia e teologia": "Se per esempio noi siamo seduti in giardino e ci godiamo il profumo delle rose in fiore, non facciamo delle rose [...] un oggetto, qualcosa cioè di tematicamente rappresentato. Se in silenzioso dire sono del tutto abbandonato al rosso splendore della rosa e rifletto all’essere rosso della rosa, allora questo essere rosso della rosa non è [...] né una cosa, né un oggetto così come la rosa in fiore. Questa sta in giardino, magari oscilla al vento. Eppure io vi penso e ne parlo in quanto la nomino. C’è perciò un pensare e un dire che non ha alcun carattere obiettivante né oggettivante". Qui Heidegger parla di un atteggiamento mentale svuotato dei pensieri, delle valutazioni, dei giudizi, dei confronti. Una mente tersa, davanti allo splendore della nuda realtà, non può che riceverne l'intera bellezza e verità. Non pensi alla rosa, non te la stai rappresentando mentalmente, non la stai tematizzando nei tuoi discorsi interiori: sei semplicemente seduto e ti godi il suo colore rosso, il suo profumo, la sua presenza, il suo essere-lì. Non la oggettivi, non la degradi a cosa: semplicemente la vivi. Il resto è di troppo. Abbiamo iniziato con la consapevolezza
del respiro. Al termine della lezione abbiamo letto un brano tratto dal famoso "Mente zen mente di principiante" di Shunryu Suzuki-roshi (clicca qui).
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