"Essere un'onda" (Wilhelm Reich)
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"Essere un'onda" (Wilhelm Reich)


Continuiamo a leggere qualche brano tratto dall'opera di Wilhelm Reich, L'assassinio di Cristo:

"[Cristo] sente e vive la Vita secondo il suo corso, mentre gli altri dapprima uccidono la vita che è dentro di loro e poi cercano di riportarla indietro con la forza. La vita, invece, non può mai venire forzata. Non si può costringere un albero a crescere... la migliore speranza contro tutti i dittatori malvagi. [...]
Il significato dell'esistenza dell'onda alla superficie dell'oceano è esattamente ciò che essa è: essere un'onda, rotolare in avanti, scagliare intorno a sé un bellissimo spruzzo d'acqua e scomparire di nuovo. Ma il principio che regge la formazione dell'increspatura rimane, finché rimarrà l'oceano. E quindi, rendiamoci conto del principio della nostra esistenza.
Cristo sa esattamente di essere un'increspatura proveniente dal grande oceano e destinata a ritornare nel grande oceano. [...]
Aderire solo al principio dell'increspatura come un evento ricorrente e non ad una singola increspatura o anche ad un gruppo di singole increspature. E [...] l'increspatura non avrà più importanza di un minuscolo sconvolgimento nell'oceano e nell'increspatura sarà l'oceano ad avere importanza, non a ridicola increspatura passeggera. [...]
Se sapete che cos'è l'oceano, che sia calmo, che stia muovendosi o che sia pienamente sveglio, saprete che cos'è Dio e saprete di che cosa hanno parlato tutti i Cristi nella storia dell'uomo. Se non sapete che cosa sia l'oceano, siete semplicemente perduti, non importa chi voi siate. Se avete paura di immergervi nelle sue profondità, forse conoscerete che cosa sia l'oceano solo in uno specchio, ma non potrete impedire di essere una parte dell'oceano, una parte che emerge dalle sue profondità e che ritorna nella sua immobilità. E nell'uscire e nel rientrare nell'oceano, portate con voi la sua profondità; non una piccola parte di profondità messa a confronto delle grandi profondità oceaniche. Non un milligrammo di profondità messo a confronto con mille tonnellate di profondità. La profondità è la profondità, non importa che si tratti di un grammo o di una tonnellata. È una qualità e non una quantità. Agisce pienamente tanto in una lucciola, quanto in un elefante. Il minuscolo nervo di una farfalla ha fondamentalmente la stessa funzione del nervo più grosso di una balena. [...]
L'umanità di Cristo è sua qualità divina. È la qualità di tutte le creature che sono rimaste creature della Vita e dell'Amore; che conoscono la dolce sensazione che il corpo prova nell'amore; che conoscono come far fluire questa dolce sensazione anche nel corpo dei loro figli, degli amanti, degli amici. L'amore che fluisce nel corpo non è un'immagine nello specchio. Può essere compreso, vissuto e amato. Esso emana dagli occhi con un caldo bagliore [...]; vi trapassa dolcemente e quando vi guarda vi conosce e vi accarezza amorevolmente con la sua grazia gentile. [...]"(pp. 105, 124-127, 177).

Cristo fa scorrere la vita, insegna l'immersione senza domande in essa come fonte di verità ed energia. Cristo è al di là del suo nome, del Gesù individuato, è l'onda che si identifica con l'oceano, è l'eterno ritorno della sapienza oceanica che si manifesta ora in questo evento e ora in quest'altro. Cristo è onda vera. Si è onda vera quando in essa tutta la profondità dell'oceano risuona il suo fondo abissale. Nell'inutile, nel contingente, nel privo di qualsiasi ragion d'essere, si presentifica, spira, riverbera, s'innalza l'incommensurabile. Nell'ente senza perché, nella sua insondabile gratuità, l'apertura radicale allo splendore dell'essere. È un amore reale, sensibile. Il vuoto è forma, la forma è vuoto.