"L'essenza dell'uomo sfugge alle qualificazioni" (Jean Klein)
la meditazione come via
tra vipassana e zazen




 

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"L'essenza dell'uomo sfugge alle qualificazioni" (Jean Klein)


Continuiamo a leggere dal testo di Jean Klein, La gioia senza oggetto:

"Il cercatore come tale si volatilizza, sopravvive solo ciò che era all'origine della ricerca, il cercato, il trovato, avvenimento questo che può essere designato con il termine «illuminazione».
L'«ascoltato» trova il suo totale dispiegamento [...]. Tutto ciò che si presenta a questo ascolto tende alla realtà, inconoscibile sul piano concettuale, ma ben nota a ognuno di noi, per esempio nella meraviglia o nello stupore.
Il vero motivo della nostra esistenza è di essere, sola prospettiva che contenga una promessa di gioia, di libertà, di pace. Molte sono le strade che vi tendono, e al nostro temperamento conviene l'una anziché l'altra, ma la via adottata deve mirare a questo vissuto reale; non dobbiamo perdere di vista che la felicità ultima non è un'esperienza mentale o psichica.
Il procedimento che impiega l'intelletto più sottile, più aperto, finisce per rivelarsi impotente, senza sbocco, un girare in tondo dentro il conosciuto. [...]
L'essenza dell'uomo sfugge alle qualificazioni che gli attribuiscono coloro che lo circondano: cessando di identificarsi con la definizione di tale ambiente, egli si scopre unico e libero. La libertà totale, vissuta, è scevra di ogni concetto quale l'immagine di un io, è trascendente. [...] La privazione della libertà è provata unicamente da un io immaginario, in sua assenza tale mancanza non saprebbe installarsi [...]
Ogni sblocco porta con sé una magica lucidità, una spoliazione, e crea il cammino verso ciò che è vissuto come perfetto equilibrio, senza attesa, senza la minima tensione per arrivare a qualcosa. [...]
L'ego [...] si riassorbe nella sua essenza che è presenza, luce. [...]
Rendersi libero nei confronti di ciò che è percepito è il primo passo verso l'esperienza vissuta e si ottiene con l'atteggiamento di accettazione e di constatazione, liberandosi spontaneamente da ogni opposizione, da ogni rifiuto" (pp. 73-75, 80-81).