"Ascolta, piccolo uomo" (Wilhelm Reich)
la meditazione come via
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"Ascolta, piccolo uomo" (Wilhelm Reich)


Abbiamo letto una pagina tratta da Ascolta, piccolo uomo di Wilhelm Reich:

"Ascolta Piccolo Uomo: il tuo retaggio è un diamante che brucia nella tua mano. Vedi te stesso come sei veramente. Ascolta quello che nessuno dei tuoi capi e rappresentanti oserà mai dirti: Sei un 'piccolo uomo qualsiasi'. Comprendi il duplice senso di queste parole: 'piccolo' e 'qualsiasi'. Sei afflitto dalla peste emozionale. Sei malato, molto malato, Piccolo Uomo. Non è colpa tua. Ma è tua responsabilità aver ragione di questa malattia.
È possibile uscire dalla trappola. Tuttavia per evadere dalla prigione bisogna prima ammettere di essere in prigione. La prigione è la struttura emozionale dell’uomo, la sua struttura caratteriale. È scarsamente utile escogitare sistemi filosofici sulla natura della trappola, se l’unica cosa da fare per uscire dalla trappola è conoscerla e trovarne l’uscita. 
L'uomo rivestito di corazza é isolato dal contatto immediato con la natura, le persone e i processi. Perciò sviluppa un contatto sostitutivo, che é fondamentalmente caratterizzato dalla mancanza di autenticità. Ogni impulso d'amore incontra la barriera della corazza.
Per esprimersi deve aprirsi a forza un varco attraverso quel rigido muro; ma così si trasforma inevitabilmente in crudeltà ed odio. L'impulso d'amore originario apparirà, in connessione con l'impulso d'odio successivo, solo come un atteggiamento generale di esitazione, di ambivalenza, di autodisgusto e di dipendenza da tutto ciò che promette redenzione o scarica di tensione. 
La corazza del corpo rende inaccessibili le sensazioni organiche fondamentali, e con esse l'autentica sensazione di benessere. Il senso del proprio corpo é smarrito, e con esso é perduta la naturale fiducia in se stessi: essi sono regolarmente rimpiazzi dall'inganno, da ostentazione di apparenze e da falso orgoglio.
La perdita della naturale autopercezione scinde la persona, in tutta l'ampiezza della sua apertura, in due entità opposte e contraddittorie: il corpo qui é incompatibile con l'anima o lo spirito là. La «funzione del cervello», l’«intelletto», viene separata dal resto dell'organismo; quest'ultimo viene «posto in subordine» come l'«emozione» e l' «irrazionale». Quel che é deplorevole in tutto ciò é il fatto che, entro il contesto dell'esistenza dell'uomo rivestito di armatura, tutto é logico e corretto".

 

Ci sono molti contatti, molte vicinanze tra questo pezzo (e Wilhelm Reich in generale) e la pratica meditativa che cerchiamo di portare avanti. Per esempio l'uscire dalla filosofia riguardante l'essere umano, i suoi problemi e le sue esigenze per passare a un'osservazione spassionata senza sovrastrutture dei propri meccanismi. Una pratica che va nella stessa direzione di questo brano, cioè verso non un ritrarsi da sé, dal mondo, dalle cose, dalle persone, ma al contrario per una pulizia di quei filtri, blocchi, contrazioni, paure che formano la nostra corazza, la quale ci allontana dalla realtà e dall'amore.
E più sentiremo la nostra corazza, più ci verrà in disprezzo il suo modo di vivere il mondo. Perché ci accorgeremo quanto non ci faccia sentire intimamente, non ci permetta la nostra piena incarnazione, ci allontani dal nostro corpo, dal nostro affidarci al nostro mistero. Ci fa stare nella prigione del dualismo.