Il Buddha nel palmo della mano (Ju Mipham Namgyel)
la meditazione come via
tra vipassana e zazen




 

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Il Buddha nel palmo della mano (Ju Mipham Namgyel)


All'inizio della lezione abbiamo letto alcuni brani tratti da Le istruzioni essenziali sulla natura della mente: Il Buddha nel palmo della mano di Ju Mipham Namgyel, maestro dzogchen vissuto tra la seconda metà del 1800 e l'inizio del 1900:

"Il punto fondamentale è lasciare la propria consapevolezza nel suo stato naturale, autentico [...]
L'espressione "trovarsi sin dall'origine" si riferisce allo stato naturale,
non modificato. [...]
Lasciarsi coinvolgere da spiegazioni intellettuali (riguardo al sentiero) è
come inseguire un arcobaleno.
Quando sorge l'esperienza meditativa in conseguenza della consapevolezza
del grande stato non modificato, ciò non è dovuto ad un'attenzione esterna,
bensì al mantenere la non attività. [...]
Se si viene ostacolati dal sorgere delle nuvole delle analisi mentali che creano
una distinzione tra soggetto ed oggetto di meditazione, in quel momento si
ricordi la natura della mente che dall'origine non è mai stata modificata:
"la mente in sé", vasta come il cielo.
Rilassandoti, libera la tensione e smetti di aggrapparti a questi concetti.
La conoscenza originaria non è fatta di pensieri che scorrono in tutte le direzioni.
È una vacuità chiara e raggiante separata da tutti i concetti mentali. [...]
Con i vari concetti non si fa altro che cambiare oggetto di distrazione.
Abbandona queste stancanti ed inutili attività e rilassati nella sfera primordiale. [...]
La mente naturale è al di là del conoscere e dell'ignorare, della felicità e della tristezza.
Da questo stato di totale rilassamento sorge la beatitudine.
A questo punto, che si cammini o si stia seduti, mentre si mangia o si dorme,
si è continuamente familiari con tale stato: tutto diventa il sentiero.
Così il significato della presenza è una consapevolezza simile allo spazio,
e anche nei periodi dopo le sessioni di meditazione si sarà meno
condizionati dai concetti. [...]
Nel momento fortunato dello stadio finale, [...]
Si possiede la capacità di rimanere nella città della saggezza innata ed
immutabile [...]
In questo momento qualsiasi cosa sorga si manifesta completamente perfetta.
Lo stato della grande chiara luce è continuo - giorno e notte.
E' al di là della linea di demarcazione tra presenza [mentale] e distrazione; non può deviare
dal suo stato grazie alla consapevolezza della condizione originaria onnipervadente.
In questo momento non si ottiene qualcosa per mezzo dello sforzo.
Tutte le qualità della base e della via senza eccezione alcuna:
chiaroveggenza, compassione, ecc., si manifestano automaticamente; e si sviluppano
come cresce l'erba in estate.
Libera da apprensione e presunzione, al di là di speranza e timore,
è la beatitudine mai nata, che non conosce fine, immensa come il cielo".

Abbiamo iniziato con la consapevolezza del respiro.
Poi la camminata.
Successivamente un tratto di camminata con gli occhi chiusi.
Poi, da seduti, l'esercizio della consapevolezza a 360 gradi.
In ultimo, l'esercizio - sempre da seduti - dello svuotamento delle tensioni, contrazioni muscolari, blocchi inutili accumulati nel corpo, attraverso lo "screening".

Alla fine della lezione, abbiamo commentato la sesta icona della ricerca del toro (clicca qui).