A mio avviso ha senz'altro ragione Jiddu
Krishnamurti quando afferma che "la meditazione non è la semplice esperienza di
qualcosa al di là dei pensieri e dei sentimenti di ogni giorno, né la ricerca di
visioni e beatitudini ... La meditazione — che è cessazione del pensiero — apre
la porta ad una vastità che trascende ogni immaginazione o congettura; è
comprensione del mondo e delle sue vie ... Tutto ciò che il pensiero formula ha
in sé il limite dei suoi confini, il pensiero ha sempre un orizzonte, la mente
meditativa non ne ha, l'uno deve cessare perché l'altro possa essere ... La
meditazione non è una continuazione o una espansione dell'esperienza, al
contrario, è la completa inazione che è totale cessazione dell'esperienza; lo
svuotarsi del conosciuto ... Se non c'è meditazione, sei come un cieco in un
mondo di grande bellezza, luci e colori ... Meditare non è ripetere parole,
sperimentare visioni o coltivare il silenzio, questa è una forma di autoipnosi
... La mente meditativa è vedere, osservare, ascoltare senza la parola, senza
commento, senza opinione — attentamente e costantemente — il movimento della
vita in ogni suo rapporto; allora sopraggiunge un silenzio che è negazione del
pensiero, un silenzio che l'osservatore non può richiamare. Se ne facesse
esperienza, riconoscendolo, non sarebbe quel silenzio ..."
Eh già... "quel silenzio
"Meditazione è una lezione di consapevolezza, di assenza di pensiero, di
spontaneità, di essere totalmente nella tua azione, all'erta, consapevole. Non è
una tecnica, è un trucco. O lo capisci, o non lo capisci." - Osho
La meditazione mi aiuterà a
essere felice?
Molte persone vengono da
me, dicono di essere infelici, e mi chiedono di dare loro una meditazione: Io
dico: innanzitutto, è fondamentale capire perchè sei infelice. E se non rimuovi
alla base le cause della tua infelicità, potrò darti, sì,una meditazione,ma
questo non aiuterà molto -- perchè le cause di fondo rimangono.
L'uomo che avrebbe potuto essere un bravissimo e splendido ballerino, siede in
un ufficio,in mezzo alle scartoffie. Non lascia spazio alcuno alla danza.
Quell'uomo avrebbe potuto divertirsi danzando sotto le stelle, invece non fa
altro che accumulare un conto in banca. E dice di essere infelice: "Dammi una
meditazione". Posso dargliela! -- ma che cosa farà la meditazione? Che cosa
pretende che gli faccia? Rimarrà lo stesso uomo: che accumula soldi,che compete
sul mercato. La meditazione lo potrà aiutare in questo modo: lo renderà un po'
più rilassato nel fare un po' meglio queste azioni senza senso.
Ecco perchè in Occidente così tante persone praticano la Meditazione
Trascendentale: questa è l'attrattiva della Meditazione Trascendentale, in
quanto Maharishi Mahesh Yogi dice: "Ti renderà più efficiente sul lavoro, ti
aiuterà ad avere più successo. Se sei un venditore, diventerai un venditore di
maggior successo. Ti darà efficienza." E gli americani vanno pazzi per
l'efficienza. Darebbero ogni cosa in cambio dell'efficienza. Ecco perchè attrae
tanto.
Certo,ti può aiutare. Ti può rilassare un po'-- è un tranquillante. Ripetendo
costantemente un mantra,ripetendo costantemente una certa parola,si cambia la
chimica del tuo cervello. E' un tranquillante! Un suono tranquillante. Ti aiuta
a rilasciare lo stress, così domani, sulla piazza del mercato sarai più
efficiente, più abile nella competizione -- ma non ti cambia. Non è una
trasformazione.
Puoi ripetere un mantra, puoi praticare una meditazione; ti potrà aiutare un po'
qua e là -- ma ti potrà aiutare soltanto a rimanere come sei.
Viceversa, il mio messaggio è solo per coloro che amano davvero la sfida, per i
coraggiosi pronti a cambiare il modello della loro vita, che sono pronti a
rischiare tutto -- poichè in effetti non hai niente da perdere: solo la tua
infelicità, la tua miseria. Ma le persone si attaccano anche a questo.
Ho sentito raccontare:
in uno sperduto campo d'addestramento militare, un plotone era appena tornata
alla base, dopo una giornata di marcia sotto un sole cocente.
"Che vita!" esclamò una recluta. "Lontani chilometri da ogni centro abitato, con
un sergente che pensa di essere Attila il Barbaro, niente donne,niente
sbornie,nessuna licenza e, in più, i miei stivali sono più piccoli di due
misure". "Non vorrai prendertela per questo, amico" disse il suo compagno. "Perchè
non ne prendi un altro paio?" "Non ci penso neanche" fu la risposta "Toglierli è
stato finora l'unico piacere che ho!"
Che altro hai da rischiare? Solo la tua infelicità. L'unico piacere che hai è
parlarne. Guarda le persone che parlano della loro infelicità: come diventano
felici! Pagano per questo: vanno dagli psicoanalisti per parlare della loro
infelicità -- pagano per farlo! Qualcuno che li ascolta con attenzione... e loro
vanno in visibilio.
Le persone continuano a parlare della loro infelicità... ancora e ancora e
ancora. E la esagerano, la colorano, la fanno sembrare più grande. La fanno
apparire più grande di quello che è. Perchè?
Non hai niente da rischiare. Ma le persone sono aggrappate al conosciuto, a ciò
che è familiare. L'infelicità è tutto ciò che hanno conosciuto -- questa è la
loro vita. Non c'è che il nulla da perdere, eppure si ha così tanta paura di
perderlo.
Con me, la felicità è al primo posto, la gioia è al primo posto. L'attitudine a
celebrare è al primo posto. Una filosofia positiva verso la vita è al primo
posto.
Gioisci! Se non puoi gioire del tuo lavoro, cambia. Non aspettare! Perchè tutto
il tempo passato ad aspettare... stai aspettando Godot. Godot non arriverà mai.
Si aspetta -- e si spreca una vita!
Per chi, per che cosa stai aspettando? Se capisci di essere un miserabile
all'interno di un certo modello di vita, tutte le vecchie tradizioni dicono: tu
sei sbagliato. Io direi: il modello è sbagliato. Cerca di capire la differenza
di questa messa a fuoco.
Tu non sei sbagliato! Solo il tuo modello, il modo in cui hai imparato a vivere
è sbagliato. Le motivazioni che hai imparato ed accettato come tue, non sono
tue. Non soddisfano il tuo destino. Sono contro il tuo germoglio,sono contro il
tuo elemento......
Ricorda: nessuno può decidere per te. Tutti i loro comandamenti, tutti i loro
ordini, tutte le loro morali, esistono per ucciderti. Tu devi decidere per te
stesso. Devi prenderti la tua vita nelle tue mani. Altrimenti, la vita continua
a bussare alla tua porta e tu non ci sei mai -- sei sempre da qualche altra
parte.
Se avresti dovuto diventare un ballerino, la vita arriva da quella porta, perchè
la vita pensa che dovresti essere un ballerino già adesso. Bussa lì, ma tu non
sei lì -- sei un banchiere. E come ci si può aspettare che la vita sappia che
saresti diventato un banchiere?
Dio arriva a te nel modo in cui voleva che tu fossi; conosce solo
quell'indirizzo -- ma non ti trova mai lì, sei da qualche altra parte, nascosto
dietro la maschera di qualcun altro, nel costume di qualcun altro, sotto il nome
di qualcun altro.
Come puoi aspettarti che Dio ti trovi? Egli continua a cercarti. Conosce il tuo
nome, ma tu hai dimenticato quel nome. Conosce il tuo indirizzo, ma tu non hai
mai vissuto a quell'indirizzo. Hai permesso che il mondo ti distraesse.
Dio ti può trovare in un solo modo,in un modo solo ti può trovare, e questo modo
è la tua fioritura interiore: come voleva che tu fossi. Finchè non trovi la tua
spontaneità, finchè non trovi il tuo elemento, non puoi essere felice. E se non
puoi essere felice, non puoi essere meditativo.
Perchè è nata quest'idea nella mente delle persone? Che la meditazione dia la
felicità. Di fatto ogni volta che hanno trovato una persona felice, hanno sempre
trovato una mente meditativa -- le due cose sono associate. Ogni volta che hanno
trovato un alone di meditazione che circonda una persona, hanno sempre trovato
che era tremendamente felice -- vibrante di beatitudine, radiosa. Sono due cose
associate. Hanno pensato: la felicità arriva quando sei meditativo.
Era esattamente l'opposto: la meditazione arriva quando sei felice. Ma essere
felice è difficile, e imparare una tecnica di meditazione è facile. Essere
felice significa un cambiamento drastico nel tuo modo di vivere, un cambiamento
repentino -- perchè non c'è tempo da perdere. Un cambiamento improvviso -- un
improvviso rombo di tuono -- una discontinuità.
Questo è ciò che intendo con sannyas: uno stacco dal passato. Un improvviso
rombo di tuono, e muori al vecchio e incominci fresco, dall'ABC. Sei rinato.
Ricominci la tua vita come avresti fatto se non ci fosse stato nessun modello
imposto dai tuoi genitori, dalla società, dallo stato; come avresti fatto,
dovresti aver fatto, se non ci fosse stato nessuno a distrarti. Ma sei stato
distratto. Devi lasciar andare tutti quei modelli che ti sono stati imposti, e
devi trovare la tua fiamma interiore.
Osho: dalla serie di discorsi, A
Sudden Clash of Thunder
Osho consiglia meditazioni
statiche come la Vipassana?
Domanda:
Pensavo che la meditazione fosse
una cosa semplice. Ma vedendo le persone fare Vipassana, ho perso ogni
speranza di diventare mai un buon meditatore. Per favore, dammi un piccolo
incoraggiamento.
Osho:
La meditazione è semplice. Proprio perchè è semplice, sembra difficile. La tua
mente è abituata ad avere a che fare con problemi difficili, e ha
completamente dimenticato come rispondere alle cose semplici della vita. Più
una cosa è semplice,
più sembra difficile alla mente, perchè la mente è molto efficiente nel
risolvere cose difficili. E' stata addestrata a risolvere cose difficili, non
sa come affrontare quelle facili. La meditazione è semplice, la tua mente è
complicata. Non è un problema creato dalla meditazione. Il problema deriva
dalla tua mente, non dalla meditazione.
La Vipassana è la più semplice meditazione del mondo. Con la Vipassana Buddha
si è illuminato e con la Vipassana molte altre persone si sono illuminate, più
che con ogni altro metodo. Vipassana è il metodo. Certo, esistono anche altri
metodi, ma hanno aiutato solo poche persone. La Vipassana ne ha aiutate
migliaia ed è veramente molto semplice; non è come lo yoga.
Lo yoga è difficile, arduo, complesso. Devi torturarti in molti modi:
distorcere il tuo corpo, contorcere il tuo corpo, stare seduto in questo o
quel modo, torturarti, stare sulla tua testa - esercizi su esercizi.... ma lo
yoga sembra avere molto fascino sulle persone.
La Vipassana è così semplice che non la prendi affatto in considerazione.
In effetti, avvicinandosi alla Vipassana per la prima volta, uno dubita che
possa essere chiamata meditazione. Che cos'è? -- nessun esercizio fisico,
nessun esercizio di respirazione; un fenomeno molto semplice: semplicemente
osservare il tuo
respiro che entra, che esce... finito, questo è il metodo; seduto in silenzio,
osservi il tuo respiro che entra, che esce; senza perdere il suo percorso,
questo è tutto. Non devi cambiare la tua respirazione - non è pranayama; non è
un esercizio di respirazione, in cui devi fare profondi respiri, esalare,
inalare, no. Lascia che la respirazione sia semplice, così com'è. Devi solo
introdurle una nuova qualità: la consapevolezza.
Il respiro esce, osserva; il respiro entra, osserva. Diventerai consapevole:
il respiro che tocca le tue narici in un certo punto, diventerai consapevole.
Ti puoi concentrare lì: il respiro entra, senti il tocco del respiro sulle
narici; poi esce, senti ancora il tocco. Rimani lì, sulla punta del naso. Non
è che devi rimanere concentrato sulla punta del naso; devi solo rimanere
attento, essere consapevole, osservare. Non è concentrazione. Non perderlo,
solo continua a ricordartelo.
All'inizio lo perderai in continuazione; allora ritorna lì. Se per te è
difficile - per alcune persone è difficile osservarlo lì - allora puoi
osservare il respiro nella pancia. Quando il respiro entra, la pancia si
solleva; quando il respiro esce, la pancia si abbassa. Continui a osservare la
tua pancia. Se hai davvero la pancia, questo ti sarà d'aiuto.
Ci hai fatto caso? Se guardi le statue indiane di Buddha, queste statue non
hanno la pancia - in effetti non hanno per niente pancia. Buddha sembra un
atleta perfetto: spalle in fuori, pancia in dentro. Ma se guardi una statua
giapponese di Buddha rimarrai sorpreso: non assomiglia per niente a un Buddha
- una grande pancia, talmente grande, che non riesci nemmeno a vedere il
petto, come se Buddha fosse incinto, tutto pancia. Il motivo per cui è
successo questo cambiamento è che in
India, quando viveva Buddha, egli stesso osservava il respiro nel naso, quindi
la pancia non era per niente importante. Ma quando la Vipassana si spostò
dall'India in Tibet, in Cina, in Corea, in Birmania, in Giappone, lentamente
le persone si
accorsero che è più facile osservare la pancia che non il naso. E allora le
statue di Buddha incominciarono a essere diverse, con pance più grandi.
Puoi osservare la pancia o il naso, quello che ti sembra più giusto per te, o
quello che ti sembra più facile. Che sia più facile è il punto. E solo
osservando il respiro, succedono miracoli.
La meditazione non è difficile, è semplice. Proprio perchè è semplice ti
sembra difficile. Ti piacerebbe fare molte cose, e non c'è niente da fare;
questo è il problema. E' un grande problema, perchè ci è stato insegnato che
dobbiamo fare molte cose.
Chiediamo che cosa dobbiamo fare, e meditazione significa uno stato di
non-fare: non devi fare niente, devi fermare ogni fare. Devi essere in uno
stato di totale inazione. Anche pensare è in un certo senso fare - lascia
andare anche quello. Avere sensazioni è in un certo senso fare - lascia andare
anche quello. Fare, pensare, avere sensazioni - se tutto viene lasciato
cadere, tu semplicemente esisti. Questo è essere. Ed essere è meditazione. E'
molto semplice.
Nel grembo di tua madre eri in questo spazio. In Vipassana entrerai di nuovo
nello stesso spazio. E ti ricorderai, avrai un deja-vu. Quando entri in
Vipassana profondo, resterai sorpreso: lo conosci, lo conoscevi già da prima.
Lo riconoscerai immediatamente perchè per nove mesi nel grembo di tua madre
sei stato in quello stesso spazio,di non fare, solo essere.
Mi chiedi: "Pensavo che la meditazione fosse una cosa semplice, ma vedendo le
persone praticare la Vipassana sto perdendo ogni speranza di diventare un buon
meditatore".
Non pensare mai alla meditazione in termini di successo
Perchè questo significa portare in essa la mente conquistatrice, la mente
egoista. Allora la meditazione diventa un gioco del tuo ego. Non pensare in
termini di successo o fallimento. Questi termini non sono applicabili al mondo
della meditazione. Dimentica tutto ciò. Questi sono termini della mente; sono
comparativi. E questo è il problema: probabilmente hai osservato gli altri
aver avuto successo, aver raggiunto, essere in estasi, e ti sei sentito molto
giù. Ti sarai sentito stupido, seduto a guardare il tuo respiro, a osservare
il tuo respiro. Ti sarai sentito molto stupido e non è successo niente. Non
succede niente perchè ti aspetti troppo che qualcosa succeda.
E all'inizio, ogni nuovo processo sembra difficile. Uno deve abituarsi al suo
sapore.
Il marito di una signora era un ubriacone, e lei non aveva mai assaggiato
l'alcool in tutta la sua vita.
"Ehi tu, ubriacone, dammi quella bottiglia. Voglio provare la cosa che ti ha
reso il buono a nulla che sei".
Afferrando la bottiglia di whiskey a buon mercato, ne prese un grande sorso. "Aargh....glompf...breecch...fuy...brrrit...ptui!"
ansimò "Questo è il liquido più schifoso che ho mai avuto la sfortuna di
lasciar passare nelle mie labbra. E'
terribile!"
"Vedi?" risponde il vecchio marito. "E in tutti questi anni hai creduto che io
mi stessi divertendo".
Aspetta solo un pochino, Paul. Solo un po' di pazienza. All'inizio tutto
sembra difficile, anche la cosa più semplice. E non avere fretta.
Questo è uno dei problemi della mente occidentale - la fretta. Le persone
vogliono tutto immediatamente. Pensano in termini di caffè istantaneo,
meditazione istantanea, illuminazione istantanea.
Un cittadino ereditò una fattoria piena di mucche, ed essendo un furbacchione,
decise di incrementare la sua mandria. Pertanto, importò tre tra i più bei
tori della zona e li chiuse per la notte nella stalla con le mucche. La
mattina seguente
chiamò il padrone dei tori per lamentarsi. L'allevatore si mise a ridere. "Che
cosa ti aspettavi?" chiese "Pensavi di trovare dei vitelli il giorno dopo?"
"Forse no," replicò il cittadino "Ma sicuramente mi aspettavo di vedere un po'
di sorriso
sulle facce di queste mucche!"
No,neanche questo succederà presto. Sedendoti per un giorno in Vipassana, non
ne uscirai sorridendo. Ne uscirai completamente stanco - stanco perchè ti è
stato detto di non fare niente, stanco perchè non sei mai stato in una
situazione così
stupida prima d'ora. Non fare niente? Tu sei uno che fa! Se avessi tagliato
legna tutto il giorno, non saresti stato così stanco. Ma seduto in silenzio,
senza fare nulla, solo osservando il tuo stupido respiro che entra e che
esce.... molte volte sorge l'idea: "Che cosa sto facendo qui?" E il tempo
sembrerà molto, molto lungo, perchè il tempo è relativo. Il tempo diventerà
lunghissimo. Un giorno ti sembrerà come se fossero passati anni e anni - "E
che cosa è successo? Oggi il sole
non tramonta? Quando finirà?"
Se hai fretta, se sei impaziente, non conoscerai mai il sapore della
meditazione.
Il sapore della meditazione ha bisogno di tanta pazienza, infinita pazienza.
La meditazione è semplice, ma tu sei diventato così complicato, che rilassarti
richiederà tempo. Non è la meditazione che richiede tempo - lascia che te lo
ricordi ancora - è la tua mente complicata. Deve essere riportata al riposo,
ad uno stato di
rilassamento. Questo richiede tempo.
E non pensare in termini di successo e fallimento. Divertiti! Non essere
troppo orientato ad un fine. Divertiti nel puro silenzio osservando il respiro
che entra e che esce, e presto avrai una bellezza, una nuova esperienza di
bellezza e beatitudine. Presto vedrai che non occorre andare da nessuna parte
per essere in beatitudine. Si può essere seduti in silenzio, da soli, ed
essere in beatitudine. Non c'è bisogno d'altro, basta la pulsazione della
vita. Se puoi
pulsare con lei, diventa una profonda danza interiore.
La meditazione è la danza della tua energia, e il respiro è la chiave.
Osho: The Guest, Capitolo 15
E' possibile meditare senza
alcuna tecnica?
Osho:
La domanda che hai posto è sicuramente di grande importanza perchè la
meditazione in sè stessa non necessita di tecniche. Ma le tecniche sono
necessarie per rimuovere gli ostacoli sulla strada della meditazione.
Deve essere capito molto chiaramente: la meditazione in se stessa non
necessita di alcuna tecnica, è pura comprensione, è essere svegli,
consapevoli. Non sono tecniche nè l'essere svegli, nè l'essere consapevoli. Ma
sul percorso del diventare
svegli, ci sono tantissimi ostacoli. Per secoli l'uomo ha accumulato quegli
ostacoli - devono essere rimossi.
La meditazione in sè stessa non può rimuoverli, sono necessarie alcune
tecniche.
Pertanto, lo scopo delle tecniche è preparare il terreno, preparare la strada,
il passaggio. Le tecniche in sè stesse non sono la meditazione. Se ti fermi
alle tecniche hai perso il punto. J. Krishnamurti ha insistito per tutta la
sua vita sul fatto che non ci sono tecniche per la meditazione. E il risultato
finale non è stato che milioni di persone hanno raggiunto la meditazione; il
risultato finale è stato che milioni di persone si sono convinte che nessuna
tecnica è necessaria per la meditazione. Ma hanno dimenticato completamente
ciò che avrebbero potuto fare rispetto agli ostacoli. Per cui si sono convinti
intellettualmente che non è necessaria alcuna tecnica.
Ho incontrato molti seguaci di J. Krishnamurti, molto vicini a lui, e ho detto
loro: "Non è necessaria alcuna tecnica - sono completamente d'accordo. Ma
avete raggiunto lo stato di meditazione voi o chiunque altro abbia ascoltato
J.Krishnamurti?" Sebbene ciò che dice è fondamentalmente vero, egli dice solo
la parte positiva dell'esperienza. Ma c'è anche una parte negativa. E per
questa parte negativa sono necessari tutti i tipi di tecniche - sono
assolutamente necessari -
perchè fino a quando il terreno non è ben preparato e tutte le erbacce e le
radici selvatiche non sono strappate dal terreno, non puoi far crescere rose e
fiori bellissimi. Le rose non hanno niente a che fare con quelle radici, con
le piante selvatiche che hai rimosso. Ma rimuovere quelle erbacce è
assolutamente necessario affinchè il terreno possa essere nella condizione
giusta per la fioritura delle rose.
Mi chiedi: "E' possibile meditare senza alcuna tecnica?" Non solo è possibile,
è l'unica possibilità. Non è necessaria alcuna tecnica- per quanto riguarda la
meditazione. Ma che cosa ne fai della tua mente? La tua mente creerà mille e
una
difficoltà. Queste tecniche sono necessarie per rimuovere la mente dal
cammino, per creare uno spazio in cui la mente diviene quieta, silenziosa,
quasi assente. Allora la meditazione avviene da sola.
Non è questione di tecnica. Non devi fare nulla. La meditazione è qualcosa di
naturale, qualcosa che è già nascosta dentro di te e sta cercando di trovare
la sua strada per raggiungere il cielo aperto, il sole, l'aria. Ma la mente la
circonda
da tutte le parti; tutte le porte sono chiuse, tutte le finestre sono chiuse.
Le tecniche sono necessarie per aprire le finestre, per aprire le porte. E
immediatamente tutto il cielo ti è disponibile, con tutte le sue stelle, con
tutta la sua bellezza, con le sue albe e i suoi tramonti. Solo una piccola
finestra ti teneva separato.... una semplice pagliuzza può entrare nel tuo
occhio e impedirti di vedere il vasto cielo perchè non puoi aprire i tuoi
occhi. E' completamente illogico che una semplice pagliuzza o un granello di
sabbia ti possano impedire di vedere le grandi stelle, il cielo infinito. Ma
in effetti possono, lo fanno. Le tecniche sono necessarie per rimuovere quelle
pagliuzze, quei granelli di sabbia dai tuoi occhi.
E la meditazione è la tua natura, è il tuo reale potenziale. E' un altro nome
per indicare il tuo essere sveglio.
Un giovane padre stava portando il suo bebè nella carrozzina per una
passeggiata nel parco e non sembrava per niente preoccupato dagli strilli
provenienti dalla carrozzina "Tranquillo ora, Albert," disse quietamente.
"Calmati, fai il bravo."
Un altro grido echeggiò. "No,no, Albert," mormorò il padre, "calmati."
Una giovane madre che passava di lì, rimarcò: "Mi congratulo con lei.
Sicuramente lei sa come parlare ai bambini." E, dando una pacchetta sulla
testa del bambino, mormorò : "Che cosa ti infastidisce, Albert?" "No, no,"
interruppe il padre. "Il suo nome è Johnnie; io sono Albert."
Stava semplicemente cercando di mantenere sè stesso all'erta: "Albert, stai
calmo." Non voleva dimenticarselo, altrimenti avrebbe voluto gettare il
bambino nel lago!
Meditazione è semplice consapevolezza senza alcuno sforzo, un essere all'erta
senza sforzo; non necessita di alcuna tecnica. Ma la tua mente è piena di
pensieri, di sogni, del passato, del futuro, - non è qui e ora, e
consapevolezza è essere qui
e ora. Le tecniche sono necessarie per aiutarti a tagliare le tue radici nel
passato, a tagliare i tuoi sogni sul futuro, ed a tenerti in questo momento,
come se esistesse solo questo momento. Allora non ci sarà più bisogno di
alcuna tecnica.
Hymie Goldberg era in visita dal suo amico, il Sig. Cohen, in punto di morte.
"Fammi un favore", disse Hymie Goldberg, "Quando arrivi in paradiso, puoi
trovare il modo per farmi sapere se lassù si gioca a baseball?" Il Sig. Cohen
rispose che avrebbe sicuramente cercato di contattare il suo vecchio amico se
fosse stato possibile. Pochi giorni dopo il Sig. Cohen morì, e Hymie Goldberg
ricevette una telefonata. "Pronto, Hymie," disse il Sig. Cohen. "Qui è il tuo
vecchio amico."
"Cohen? Sei veramente tu?" chiese Hymie. "Certo," rispose il suo amico. "Ho
delle notizie buone e delle notizie cattive. Per prima cosa, si gioca
effettivamente il baseball in paradiso. Ma la cattiva notizia è che tu sarai
il lanciatore domenica prossima".
La vita è un affare complicato. Ci sono buone e cattive notizie. La buona
notizia è che non c'è bisogno di alcuna tecnica, ma la cattiva notizia è che
senza tecnica non puoi raggiungere la meditazione.
La meditazione è il solo contributo che
l'Oriente abbia dato all'umanità. L'Occidente ha contribuito in molte direzioni:
migliaia di invenzioni scientifiche, l'immenso progresso della medicina,
scoperte incredibili in tutte le dimensioni della vita.
Tuttavia, quest'unico contributo dato
dall'Oriente ha molto più valore di tutti i contributi dell'Occidente.
L'Occidente sì è arricchito, possiede
tutte le tecnologie che gli permettono di essere ricco. L'Oriente si è
impoverito, è immensamente povero, perché ha cercato una sola cosa: il proprio
essere interiore. La sua ricchezza non è qualcosa di visibile; tuttavia, ha
conosciuto i picchi più alti della beatitudine e i più grandi abissi del
silenzio; ha conosciuto l'eternità della vita; ha conosciuto la più bella
fioritura di amore, compassione, gioia. Tutto il suo genio è stato dedicato a
un'unica ricerca: si può chiamarla estasi.
La meditazione è solo una tecnica per
raggiungere lo stato dell'estasi, lo stato di ebbrezza divina. E' una tecnica
semplice, ma la mente la rende molto complicata. La mente deve renderla
molto complicata e difficile, in quanto le due realtà non possono coesistere. La
meditazione è la morte della mente; naturalmente, la mente si oppone ad ogni
sforzo teso verso la meditazione.
E se perseveri, senza ascoltare la mente,
essa è abbastanza intelligente e furba da darti false direzioni e dare loro il
nome di meditazione.
Proprio oggi mi hanno parlato di una
persona che è stata per molti anni un discepolo di Maharishi Mahesh Yogi. Adesso
e presente, sta meditando con noi, eppure continua anche a praticare la
meditazione di Maharishi Mahesh Yogi.
Ciò che Maharishi Mahesh Yogi chiama
"meditazione trascendentale" non è né trascendentale, né è meditazione; è un
trucco della mente, innocuo; anzi, in grado di dare un po' di tranquillità, può
fornire una sensazione di benessere, come si ha dopo aver fatto un buon bagno.
Ma non è meditazione, perché non è in
grado di portarti al di là della mente.
Qualsiasi sforzo fatto dalla mente, non
può portarti al di là della mente. Questa è una regola che è essenziale
ricordare. La cosiddetta meditazione trascendentale né è un semplice esempio;
esistono molte altre situazioni simili, diffuse in tutto l'Oriente. Ma nessuna
di queste tecniche porta all'illuminazione; nessuna di loro porta al risveglio
della consapevolezza. E questo è l'unico criterio per giudicare se esse siano
giuste oppure no.
Un albero lo si conosce dai suoi frutti,
e una tecnica la si conosce dai risultati che permette di raggiungere. La
meditazione trascendentale, è molto rappresentativa di tutte le meditazioni che
la mente suggerisce di praticare. E' un modo astuto per portarti fuori strada;
la mente resta al sicuro: non solo è al sicuro, addirittura diventa più forte.
Tutte queste tecniche si basano sulla
concentrazione: tu ti concentri su una parola, una parola santa, il nome di Dio
o un qualsiasi mantra; e la ripeti il più velocemente possibile, all'interno
della tua mente. Maggiore è la velocità, meglio è. E la velocità ti aiuta in due
modi....
Il mantra, o il nome di Dio -- anche il
tuo nome può funzionare... non è affatto necessario il nome di Dio, è
sufficiente una parola qualsiasi, anche priva di senso, in quanto la tecnica si
basa su un'altra cosa: si basa sulla ripetizione veloce. Dev'essere tanto veloce
da impedire la presenza di spazi vuoti. E poiché non esistono spazi vuoti, non
possono nascere pensieri. I pensieri hanno bisogno di un minimo di spazio.
Dunque, da un lato impari ad andare sempre più veloce, nella ripetizione di
quella parola... e se perseveri, con gli anni diventi un vero esperto. E quale
risultato, alla fine, non verrà data, ad alcun pensiero, la minima opportunità
di entrare nella tua mente.
La seconda cosa, poi, ed è quella
essenziale, è che questa ripetizione produce una noia terribile. E' ovvio:
qualsiasi cosa ripetuta in continuazione, produce noia. E la noia è la base
dell'autoipnosi; quando la noia ti avvolge, inizi a scivolare in un sonno, che
non è un vero e proprio dormire, in quanto lo hai prodotto tu, deliberatamente.
Per questo ha un nome specifico: ipnosi. L'ipnosi indica un sonno di tipo
particolare, prodotto intenzionalmente.
Il sonno giunge da solo, naturalmente,
spontaneamente. L'ipnosi è un sonno intenzionale: tu crei una situazione in cui
si verifica, inevitabilmente. Questo sonno voluto è immensamente salutare, e
persino dieci, quindici minuti in uno stato ipnotico, procurano un ottimo stato
di rilassamento, migliore di quello che ti possono dare diverse ore di sonno
normale. E quando ne esci, ti senti estremamente fresco e riposato.
Io sono assolutamente favorevole
all'ipnosi, se la pratichi esclusivamente allo scopo di rilassarti e di
rinfrescarti. Tuttavia, questa tecnica non ti porta mai al di là della mente.
Come potrebbe farlo? La mente è in se stessa ripetitiva: la ripetizione elimina
nella mente la necessità di pensare, quindi essa diviene un sostituto dei
pensieri. Inoltre, grazie a questa ripetitività, la mente cade in un sonno
profondo, privo di sogni, che ti rinfresca e ti ringiovanisce... è naturale che
tu cada nell'inganno, e creda che questa sia meditazione. Potrai continuare a
farla per tutta la vita: è salutare, è un'ottima cosa, ti nutre, ma non si
tratta di meditazione. La meditazione inizia con l'essere separati dalla mente,
dall'essere un testimone. Questo è l'unico modo di separarti da qualsiasi cosa;
se stai guardando la luce, una cosa è naturalmente certa: tu non sei la luce,
sei uno che guarda la luce. Se stai guardando i fiori, una cosa è certa: tu non
sei il fiore, sei colui che osserva.
Quindi, l'osservazione è la chiave della
meditazione. Osserva la tua mente. Non fare nulla; nessuna ripetizione di
mantra, nessuna ripetizione del nome di Dio. Limitati a osservare qualsiasi cosa
faccia la mente. Non disturbarla, non prevenirla, non reprimerla; non fare
assolutamente niente in prima persona. Limitati a essere un osservatore. E il
miracolo dell'osservare, è meditazione. Allorché ti limiti a osservare, pian
piano la mente si svuota di pensieri. Ma non ti addormenti, al contrario divieni
più sveglio, più consapevole. E con lo svuotarsi della mente, la tua energia
diviene una fiamma di risveglio. Questa fiamma, è il risultato della
meditazione; per cui, si può dire che la meditazione è un altro nome per
designare l'osservazione, l'essere testimone, il guardare libero da qualsiasi
giudizio, e da qualsiasi valutazione.
E' sufficiente osservare, e
immediatamente si esce dalla mente. Colui che osserva, non è mai parte della
mente. E via via che l'osservatore mette radici e si rafforza, la distanza tra
chi osserva e la mente diventa sempre più grande. Ben presto, la mente è così
lontana che fai fatica a percepirne l'esistenza: è una semplice eco in una valle
lontana... e alla fine, persino quell'eco scompare. Questo è "il dissolversi"
della mente, senza sforzo alcuno da parte tua, senza usare nessuna forma
coercitiva nei confronti della mente: la si lascia semplicemente morire, di
morte naturale.
Allorché la mente è assolutamente assente
-- se n'è andata del tutto, e non la riesci più a trovare da nessuna parte ---
per la prima volta, diventi consapevole di te stesso, perché la stessa energia
che era assorbita dalla mente, non trovandola più, si ribalta su se stessa.
Ricordalo: l'energia è movimento
costante. Il mondo delle cose viene chiamato "mondo oggettivo", e forse non ti
sei mai chiesto come mai: le cose, sono "oggetti" perché sono un impedimento
alla tua energia, alla tua coscienza. Esse "ostacolano", creano impedimenti. Ma,
allorché non esistono più "oggetti" -- tutti i pensieri, le emozioni, gli stati
d'animo, ogni cosa è scomparsa -- tu esisti in assoluto silenzio, in uno stato
di "non entità", o piuttosto uno stato "dove-non-esiste-entità- alcuna". Tutta
l'energia inizia a ritornare a se stessa. Questa energia, che ritorna alla
sorgente, porta con sé una gioia immensa.
Proprio l'altro giorno citavo le parole
di William Blake: "Energia è gioia immensa". Quest'uomo, benché non sia un
mistico, qua e là deve aver percepito qualcosa della meditazione.
Quando la meditazione ritorna alla
propria sorgente, esplode in una gioia immensa. Questa gioia, nel suo stadio
supremo, è illuminazione.
E qualsiasi cosa ti aiuti ad attraversare
questo processo di meditazione, è disciplina. Può esserlo fare un bel bagno,
sentirsi puliti e rinfrescati; sedersi in una posizione rilassata con gli occhi
chiusi; né affamati né a stomaco troppo pieno... sedersi nella posizione più
rilassata, e dare uno sguardo a ogni parte del corpo, per vedere se ci sono
tensioni, di qualsiasi tipo esse siano. Se ne senti, cambia posizione e porta il
corpo a uno stato di rilassamento.
In Oriente è stato scoperto, e non c'è
dubbio che sia così, che la posizione del loto -- l'avrete vista guardando le
statue di Buddha: quella è la posizione definita "del loto" -- è la posizione
corporea più rilassata; è una scoperta che risale a migliaia di anni fa.
Tuttavia, per gli occidentali, che non sono abituati a stare seduti per terra,
la posizione del loto è un incubo! Quindi, evitala! Perché ci vogliono almeno
sei mesi per imparare ad assumere la posizione del loto, e non è affatto una
cosa necessaria.
Se sei abituato a star seduto su una
sedia, puoi trovare una posizione particolare, o una sedia fatta in un certo
modo, che aiutino il tuo corpo a rilassare tutte le sue tensioni. Non importa se
ti siedi su una sedia, o nella posizione del loto, o se ti sdrai sul letto.
Stare seduti è meglio, perché ti aiuta a non addormentarti.
La posizione del loto è stata scelta per
diversi motivi. Se riesci ad assumerla senza che diventi una tortura, sarà la
soluzione migliore; ma non è una necessità. Di certo è la situazione migliore da
cui puoi entrare nello stato di osservazione. Le gambe sono incrociate, le mani
sono incrociate, la spina dorsale è diritta. Tutto questo ti offre diversi
aiuti, tutti rilevanti, per essere nello stato di osservatore. Innanzitutto, in
questa posizione la forza di gravità ha sul corpo un effetto minimo, in quanto
la spina dorsale è diritta, e quindi offre una presa minima all'effetto
gravitazionale.
Quando sei sdraiato, la forza di gravità
agisce su tutto il tuo corpo. Ecco perché la migliore posizione per dormire è
stare sdraiati: la forza di gravità attrae tutto il corpo, e a causa di questa
attrazione, il corpo perde tutte le sue tensioni. Inoltre, quando sei sdraiato,
se lo scopo è dormire, dovresti usare un cuscino, perché quanto meno sangue
raggiunge il cervello, tanto meno la mente è attiva. Meno sangue raggiunge la
mente, maggiore è la possibilità di addormentarsi.
Stare nella posizione del loto crea un
insieme perfetto: è la posizione meno influenzata dalla forza di gravità; e
poiché la spina dorsale è diritta, l'afflusso di sangue al cervello è minimo,
per cui la mente non può funzionare. Inoltre, in questa posizione, è più
difficile addormentarsi. Se hai imparato questa posizione fin dalla nascita, ti
diventa naturale.
E incrociare le gambe e le mani, ha un
significato: l'energia del tuo corpo si muove in circolo; il circolo non viene
interrotto nella posizione del loto, in nessun punto. Entrambe le mani... una
mano dà energia all'altra mano, un piede dà energia all'altro, e l'energia
continua a muoversi in un circolo. Tu divieni un circolo della tua bioenergia.
Quindi, diverse cose ti sono di grande aiuto: la tua energia non viene dispersa;
per cui, non ti stanchi. Il tuo sangue raggiunge il cervello in quantità minima,
di conseguenza la mente non funziona molto. Tu siedi in una posizione
particolare -- le gambe sono chiuse, le mani sono chiuse e la colonna vertebrale
è diritta -- che rende difficile addormentarsi. Si tratta di semplici sostegni;
non sono essenziali: non è detto che una persona che non sappia sedersi nella
posizione del loto non possa meditare; la meditazione sarà un po' più difficile,
ma la posizione del loto è solo un aiuto, non è una necessità assoluta.
E ci sono persone che vivono in paesi
freddi, in cui è impossibile stare seduti per terra. Mai, nei secoli passati, né
loro, né i loro genitori, né i padri dei loro padri... dall'epoca di Adamo ed
Eva... avete mai visto un disegno che raffiguri Adamo ed Eva seduti nella
posizione del loto? In realtà, sarebbe stata ottima, per loro, perché stando
seduti nella posizione del loto, avrebbero potuto stare seduti nudi, senza che
nessuno se ne accorgesse... è questa la posizione che assumono i monaci
giainisti: stanno sempre seduti nella posizione del loto... è impossibile vedere
i loro organi sessuali... le gambe sono incrociate, le mani sono incrociate...
questa posizione serve praticamente da protezione per la loro nudità.
Ma, se per secoli una persona non si è
mai seduta in questo modo, tutto questo equivale a creare inutili problemi. la
struttura del tuo corpo ha assunto una certa forma... ed è meglio seguire il
corpo e la sua saggezza. Usa una sedia. L'importante è stare comodi, in modo che
il corpo non attiri la tua attenzione.
Ecco perché si deve evitare qualsiasi
tensione; perché se hai un mal di testa, sarà difficile meditare. Il mal di
testa attirerà continuamente la tua attenzione. Se una gamba ti fa male, o se
esiste la benché minima tensione in una parte qualsiasi del corpo,
immediatamente ti metterà in allarme. E' naturale, e fa parte della saggezza del
corpo; se non suonasse nessun allarme, allora saresti in pericolo: un serpente
potrebbe morderti, e tu potresti restare seduto. I tuoi vestiti potrebbero
prendere fuoco, il tuo corpo potrebbe bruciare, e tu non ne saresti consapevole.
Ecco perché il corpo ti mette subito in allarme, allorché sorge il benché minimo
problema. E questo è il motivo per cui si deve creare una posizione rilassata,
in cui il corpo non abbia nessuna necessità di metterti in allarme, perché ogni
segnale d'allarme del corpo, sarebbe un disturbo nella tua meditazione.
Quindi, la prima cosa della disciplina, è
un corpo rilassato. E gli occhi devono essere chiusi, perché se li hai aperti
vedrai un'infinità di cose muoversi intorno a te, che possono disturbarti. E'
utile che i principianti usino una benda, in modo da poter essere completamente
dentro di sé: ricordate che sono gli occhi, i sensi che vi portano verso
l'esterno. Di tutto il vostro contatto verso l'esterno, l'ottanta per cento
avviene attraverso gli occhi -- quindi, chiudete gli occhi.
E' anche utile che i principianti usino
dei tappi per le orecchie: chiudete le orecchie, in modo tale che il rumore
all'esterno non vi disturbi. Sono espedienti utili, per chi è alle prime armi...
si tratta di precauzioni adatte per i principianti.
E, a quel punto, limitatevi ad osservare
la mente, come se non fosse altro che uno scorrere di pensieri, nell'ora di
punta, o un film, oppure uno spettacolo televisivo: voi non siete altro che
osservatori neutrali.
Questa è la disciplina; e se questa
disciplina viene completata, diventa facilissimo osservare: e l'osservazione è
meditazione.
Grazie all'osservazione, la mente e i
pensieri scompaiono. E il momento più estatico, si ha quando ti ritrovi
pienamente all'erta, senza che esista in te un singolo pensiero... ma solo il
cielo silente del tuo essere interiore.
Questo è il momento in cui l'energia si
volge all'interno: questa inversione è improvvisa, è repentina! E quando
l'energia si volge all'interno, porta con sé una gioia infinita, una delizia
orgasmica.
All'improvviso, la tua consapevolezza
diventa ricchezza allo stato puro, perché l'energia è il nutrimento della tua
consapevolezza. L'energia che ritorna indietro, crea praticamente una fiamma del
tuo essere. Tutt'intorno vedi pura luce... silenzio, silenzio totale... e
un'immensa centratura. Ora sei nel centro stesso del tuo essere.
Al momento giusto, quando sei esattamente
centrato... l'esplosione. Questa esplosione, è ciò che chiamiamo illuminazione.
L'illuminazione ti porta tutti i tesori
del mondo interiore, l'assoluto splendore.
E' il solo miracolo che esista al mondo:
conoscere se stessi ed essere se stessi, e sapere che si è immortali. Si è al di
là del corpo, al di là della mente. Si è pura consapevolezza.
Quindi, la disciplina è un semplice
sostegno, la cosa essenziale è l'essere testimoni, osservare -- questo è
meditazione.
Se vuoi capire cosa sia esattamente la
meditazione... Gautama il Buddha è il primo uomo che sia arrivato a darne
l'esatta definizione: egli la chiama "essere testimoni". Impara ad essere
un testimone da Gautama il Buddha. E da Patanjali impara la disciplina che può
essere d'aiuto per meditare. In questo modo, lo yoga e la meditazione possono
diventare una sintesi. Lo yoga è una disciplina -- un semplice sostegno
esteriore -- il cui aiuto è immenso, ma non assolutamente necessario. Mentre
Gautama il Buddha ha dato al mondo la cosa veramente fondamentale e la più
essenziale: l'essere testimoni, come meditazione.
La tua domanda non potrà avere una
risposta fino a quando non muoverai i primi passi sul sentiero; fino ad allora,
tornerai a chiedere: "Che cos'è la meditazione?" La mia semplice spiegazione non
è sufficiente: dovrai camminare lungo il sentiero...
Hymie e Becky Goldberg salgono per la
prima volta su di un aereo di linea. Hymie, per un po', gioca con il suo sedile
reclinabile, osserva le graziosissime hostess che vanno su e giù per il
corridoio... alla fine, dà uno sguardo fuori dal finestrino e esclama
eccitatissimo: "Becky, guarda quelle persone, laggiù... sembrano formiche".
Becky si sporge, dà un'occhiata, e
borbotta: "Sono formiche, imbecille, non siamo ancora decollati!"
Hymie Goldberg era tutto preso a seguire
quelle graziose hostess che andavano su e giù per il corridoio che non si è
neppure accorto che l'apparecchio era ancora a terra... non si era ancora mosso!
Per cui, guarda le formiche e pensa che siano persone, viste da chissà quale
altezza... ecco perché dovreste meditare con gli occhi chiusi!