Il giovedì di questa settimana abbiamo continuato a leggere dalle opere di
Osho:
"Io insegno l'amore per se stessi. Ma ricorda, amore per se
stessi non significa orgoglio egocentrico, niente affatto, significa esattamente
l'opposto. La persona che ama se stessa scopre che in lei non esiste alcun sé.
L'amore dissolve sempre il sé: questo è uno dei segreti alchemici che dev'essere
compreso, appreso, sperimentato. L'amore dissolve sempre il sé. Ogni volta che
ami, il sé scompare. Quando ami una donna, almeno nei pochi istanti in cui senti
amore reale per lei, in te non esiste un sé, alcun ego.
L'ego e l'amore non possono esistere insieme. Sono come la luce e l'oscurità:
quando viene la luce, l'oscurità si dissolve. Se ami te stesso, ti sorprenderai:
l'amore per se stessi implica la scomparsa del sé. Nell'amore per se stessi non
esiste mai un sé. Questo è il paradosso: l'amore per se stessi è totale assenza
di sé. Non è egocentrismo; perché ogni volta che esiste la luce non c'è alcuna
oscurità, e ogni volta che esiste amore non c'è alcun sé.
L'amore scioglie il sé congelato. Il sé è simile a un cubetto di ghiaccio,
l'amore è simile al sole del mattino. Il calore dell'amore... e il sé inizia a
sciogliersi. Più ami te stesso meno troverai un sé dentro di te, per cui diventa
una meditazione profonda, uno slancio appassionato verso il divino.
E tu lo sai! Forse non sai nulla dell'amore per te stesso, perché non ti sei mai
amato. Ma hai amato gli altri, e devi aver colto dei bagliori fugaci. Devono
esserci stati istanti rarissimi in cui per un secondo, improvvisamente, tu non
eri più presente e solo l'amore esisteva, solo l'energia dell'amore fluiva,
senza avere un centro: dal nulla verso il nulla. Quando due amanti sono seduti
vicini, due nulla sono seduti vicini, due zero siedono vicini; e questa è la
bellezza dell'amore: ti svuota totalmente del tuo sé.
Ricorda, dunque: l'orgoglio egocentrico non è mai amore per se stessi.
L'orgoglio egocentrico è esattamente l'opposto. La persona che non è riuscita ad
amare se stessa diventa egocentrica" (da Con te e senza di te, pp. 70-71)
Abbiamo iniziato con la consapevolezza del respiro.
Poi la camminata.
Successivamente, da seduti, l'osservazione dei micromovimenti del corpo,
soprattutto lungo la schiena, la colonna vertebrale.
Infine: zazen.
A conclusione della lezione del lunedì
abbiamo continuato la nostra lettura e commento di brani tratti dallo
Shobogenzo (clicca
qui).