Sulle contrazioni degli occhi
la meditazione come via
tra vipassana e zazen




 

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Sulle contrazioni degli occhi


Sdraiato, supino.
Occhi chiusi.
Le orbite si fanno più profonde, lasciano riposare gli occhi nella parte posteriore della testa.
Gli angoli interni ed esterni degli occhi vengono lasciate andare. E così anche le palpebre e le ciglia.
Sento gli occhi che pesano come fossero appoggiati direttamente alle orbite.
Ruoto la testa verso destra, sentendo il movimento partendo dal retro del cranio verso sinistra. Come se una mano da dietro la testa me la ruotasse.
Dedico al movimento un respiro completo.
Mentre la testa ruota, sento i bulbi oculari che ruotano all'interno delle orbite, seguendo il movimento della faccia.
Ammorbidisco di più l'angolo esterno dell'occhio destro e quello interno dell'occhio sinistro, in modo che entrambi gli occhi si appoggino molto in profondità sulla destra.
Faccio un altro respiro completo mentre riporto la testa e gli occhi in posizione centrale.
Porto l'attenzione al peso del retro della testa, che trascina di nuovo gli occhi al loro posto.
Gli occhi cercheranno di anticipare l'azione: invece si devono limitare a seguire il movimento della testa, mantenendosi in un non fare totale.
Eseguo la rotazione sul lato opposto.
Quando sento di avere gli occhi veramente morbidi, li riapro e mi metto seduto.
Mantengo gli occhi morbidi e interamente sprofondati nelle orbite.