"Il buddhismo non prevede sforzi particolari" (Lin-chi)
la meditazione come via
tra vipassana e zazen




 

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"Il buddhismo non prevede sforzi particolari" (Lin-chi)


Lin-chi scrive:

"Il buddhismo non prevede sforzi particolari. Basta essere normali e niente affatto speciali. Mangia, bevi, poi evacua l'intestino e passa le acque; e quando sei stanco va' a dormire. Gli stolti mi troveranno ridicolo, ma i saggi capiranno".

C'è veramente pochissimo da dire intorno a questo breve brano. Si può affacciare a volte la tentazione di aggiungere parole vane a qualcosa che è chiaro di per sé. C'è una storia zen che racconta di un maestro che stava per iniziare il suo sermone quando un uccellino attaccò a cantare. Il maestro non parlò e tutti ascoltarono l'uccellino. Cessato il canto, il maestro disse: "Bene, il sermone è terminato", e così se ne andò.
Quindi cosa c'è da dire? Solo cose estremamente banali.
Essere normali, essere naturali, via dagli artifizi, dagli atteggiamenti affettati; non pretendere di dimostrare alcunché. Abbandonare le tensioni, lasciare correre l'energia e smetterla di rincorrere alcunché. Aprire gli occhi, guardare, accorgersi, stupirsi, più che mascherarsi, più che atteggiarsi, più che volersi distinguere, più che voler fare pesare la nostra presenza con i mille artifizi di cui siamo gran maestri.
Sentire il peso di tutto questo, un peso insostenibile, innaturale, estremamente inquinante e ingabbiante, soprattutto che ci aliena da ciò che è la nostra originaria natura. Decidersi una volta per tutte di abbandonare la presa, abbandonare la presa, abbandonare la presa. Naturali, liberi, tranquilli, accettanti, equanimi. Rispondere alla realtà per quella che è, e basta. Se devi urinare, urina; se devi ascoltare qualcuno, ascoltalo; se sei stanco, dormi. In tutto, in tutte le cose. Che stupidaggine, no?! "Ma i saggi capiranno".
In altre parole: non c'è proprio niente. Niente! Non si tratta di passare da una dottrina a un'altra, non si tratta di apprendere alcun insegnamento. "Sentiamo un po' cosa dice lo zen": ma non dice proprio nulla! È assenza di tutto: è qui la grande libertà. Il resto è artifizio, costruzione improbabile, teoria nella testa e quindi ulteriore filtro che si interpone tra te e la realtà. Christmas Humphreys ha scritto: "I maggiori intellettuali continuano a sezionare lo zen nei loro laboratori e ad affermare solennemente che non contiene nulla. Quanto sono vicini al giusto!".