"Qualsiasi cosa tu faccia, aggravi la situazione" (Nisargadatta Maharaj)
la meditazione come via
tra vipassana e zazen




 

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"Qualsiasi cosa tu faccia, aggravi la situazione" (Nisargadatta Maharaj)


Continuiamo a leggere brani tratti da Io sono quello di Nisargadatta Maharaj:

"Una persona ha veramente bisogno di fare dei piani? Sarà la vita, di cui è espressione, a guidarla. Accetti di essere guidato da dentro e la vita diventa un viaggio nell'ignoto. [...]
Finché hai il cibo in bocca, ne sei cosciente, quando l'hai ingoiato, non ci fai più caso. Sarebbe seccante tenertelo sempre in mente finché non l'hai eliminato. In condizioni normali, la mente dovrebbe rimanere in semplice attesa: l'attività incessante è uno stato morboso. [...]
Qualsiasi cosa tu faccia, aggravi la situazione. [...]
V. Quale parte del futuro è reale?
M. Quella inaspettata e imprevedibile. [...]
Si è sempre liberi. [...]
Perché non sposti l'attenzione dall'esperienza a chi la fa e ti rendi pienamente conto dell'importanza dell'unica vera affermazione che puoi fare: «io sono»?
V. E come faccio?
M. Non c'è un 'come'. Tieni a mente la sensazione dell''io sono', immergiti in essa finché la mente e la sensazione diventeranno una cosa sola. [...] Allora, qualunque cosa penserai, dirai o farai, sorgerà da questo sfondo di immutabilità.
V. E la chiami liberazione?
M. La chiamo normalità. [...]
Niente di prezioso può accadere a una mente che sa esattamente ciò che vuole. [...]
V. Che differenza c'è tra giusto e sbagliato?
M. Ciò che ti aiuta a conoscere te stesso è giusto. Ciò che te le impedisce è sbagliato.
V. Qual è lo scopo della meditazione?
M. Vedere il falso come falso è meditazione. [...]
Meditare vuol dire imparare, con una pratica quotidiana e attenta, a discriminare tra il vero e il falso, e a rinunciare al falso" (pp. 30-44).

Ecco: la meditazione è un crollo dei piani, è un essere spinto da dentro, è un essere mosso più che un decidere mentale, è un andare senza nulla sapere. Ed è un non fare. È uno stare in attesa - un'attesa che è un'apertura, non una speranza che "domani andrà meglio". Se non speri, se non guardi a quel futuro che possa dare risposte alle tue esigenze, se non torni al nostalgico passato, allora stai dove stai. E se stai in ciò in cui sei, se ci stai pienamente, non lo pensi più: lo senti e basta, la mente si immerge nella sensazione e quello che accadrà, nascerà dal tuo silenzio. Sarà tutto normale. Se cerchi cose mirabolanti, non hai proprio capito la questione. Stai in quello che sei, è tutto lì. Ma tu non vuoi. Ti lamenti troppo, vuoi andare da qualche altra parte, vuoi sentire un nuovo insegnamento, hai bisogno di distrarti. E allora non godrai mai.