"Un continuo riposare in se stessi" (Nietzsche)
la meditazione come via
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"Un continuo riposare in se stessi" (Nietzsche)


Il giovedì di questa settimana abbiamo continuato a leggere brani dalle opere di Nietzsche:

"Ci sono uomini a cui è talmente consono un continuo riposare in se stessi e un armonioso ordinarsi di tutte le loro facoltà, che ad essi ripugna ogni attività indirizzata a un fine. Essi somigliano a una musica che consista di soli accordi armonici tenuti a lungo, senza che si manifesti mai neanche solo la tendenza a un movimento melodico articolato. Ogni moto proveniente dall'esterno serve solo a ridare subito alla barca il suo nuovo equilibrio sul lago dell'armoniosa consonanza. Di solito gli uomini moderni si impazientiscono al massimo quando incontrano simili nature che non diventano nulla, senza che di esse si possa dire che non sono nulla. Ma in particolari stati d'animo la loro vista provoca questa insolita domanda: a che scopo in genere la melodia? Perché non ci basta che la vita si specchi tranquillamente in un lago profondo? Di tali nature il Medioevo fu più ricco del nostro tempo. Quanto raramente ci si imbatte ancora in un uomo che sappia vivere in modo così veramente lieto e pacifico con se stesso anche nell'avversità, e parli a se stesso come Goethe: «Il bene è la profonda calma in cui vivo e cresco contro il mondo, acquistando ciò che esso non mi può togliere né col fuoco né con la spada»" (da Umano, troppo umano I, Parte 9, n. 626).

Abbiamo iniziato con la consapevolezza del respiro.
Poi la camminata.
In ultimo: da seduti, la consapevolezza della stabilità del corpo.

A conclusione della lezione del lunedì abbiamo continuato a leggere qualche brano tratto dal Sutra del Sesto Patriarca (clicca qui).