Abbiamo letto alcuni brani tratti dal
Neko No Myojutsu (Le meravigliose tecniche del Vecchio Gatto), una
breve opera del '700, che divenne un testo assai popolare tra i praticanti
giapponesi di arti marziali.
Vi si parla dello spadaccino Shoken, il quale aveva la propria casa infestata da
un ratto enorme. Egli cercò di liberarsene grazie al suo gatto domestico, grazie
a delle puzzole, usando la propria spada. Ma fallì sempre. Esasperato si rivolse
al Vecchio Gatto. Sorpreso del suo aspetto ordinario e di gatto assai in là con
l'età, Shoken decise comunque di dargli una possibilità.
Appena Shoken liberò il Vecchio Gatto nella sua casa, il ratto si irrigidì
immediatamente, cosicché il gatto poté afferrarlo per il collo e presentarlo a
Shoken.
Tutti gli altri gatti, stupiti dalla magnifica vittoria del Vecchio Gatto,
chiesero di essere ammaestrati nella sua arte. Essi spiegarono a lui le loro
tecniche di attacco, di combattimento, ma il Vecchio Gatto obiettò dicendo che
le tecniche sono assai importanti, la disciplina è necessaria, l'addestramento
non è mai da abbandonare, ma che non bisogna basarsi solo su di essi. È
fondamentale l'approccio mentale:
"Il pensiero ostacola la natura e
ostruisce la vera funzione. Non pensare, non agire; segui i movimenti della
natura e il sé scomparirà. In assenza di sé non avrai avversari né in cielo né
in terra.
[...]
Non appena si manifesta anche un minimo pensiero cosciente, volontà e progetto
ti separano dalla Via naturale. Vedi te stesso e gli altri come entità separate,
come avversari. Mi chiedete quale sia la mia tecnica: la risposta è mushin
(non mente). Mushin è agire in accordo con la natura, nient'altro.
[...]
Molto tempo fa, nel mio quartiere c'era un gatto che pareva non fare altro che
sonnecchiare tutto il giorno. Il gatto pareva privo di spirito, quasi come un
gatto di legno. Nessuno l'aveva mai visto cacciare un ratto, eppure ovunque
andasse o si trovasse non c'era ratto che si azzardasse a comparire. Andai a
trovare il gatto e gli chiesi di spiegarmene la ragione. Posi la domanda quattro
volte, ma il gatto rimase in silenzio. Non che non volesse rispondere: piuttosto
non sapeva come rispondere. [...] Il gatto aveva dimenticato se stesso e
gli oggetti per dimorare in uno stato d'assenza di scopo. Quel gatto rese
concreta la divina arte marziale del non-uccidere. Ancora non sono all'altezza
di quel gatto".
A un certo punto Shoken, che stava
origliando i discorsi del Vecchio Gatto agli altri gatti, si fece avanti
ammettendo la sua incapacità, pur dopo tanto addestramento nell'arte della
spada, a coglierne la reale essenza e chiedendo al Vecchio Gatto di rivelargli i
suoi preziosi segreti. Il Vecchio Gatto rispose:
"Penetra il principio di vita e di morte,
innanzitutto, e mantieni quello spirito. Non vi saranno più dubbi, né pensieri
erranti, né calcoli, né decisioni. Il tuo spirito rimarrà calmo e pacifico,
privo di ostacoli, libero di rispondere a ogni evenienza. Al contrario, se vi è
anche il più vago oggetto nella tua mente, vi sarà un ego, vi sarà un nemico, vi
sarà conflitto, vi sarà perdita di libertà. Entrerai nel buio della morte e
perderai la luminosità spirituale. Come puoi aspettarti di affrontare un
avversario in tale stato? Anche se dovessi vincere, sarebbe una vittoria
superficiale e non vera arte della spada. L'assenza di scopo non è uno stato di
mancanza; è senza forma, non persegue obiettivi. [...] Quello che io chiamo
assenza di scopo non persegue nulla, non fa affidamento su nulla, non ha
nemici, non ha sé; risponde a ogni cosa in modo naturale e non lascia traccia.
[..]"
Shoken domandò: "Cosa si intende per Non vi è nemico, non vi è sé?". Il
Vecchio Gatto rispose: "Poiché vi è un sé, vi è un nemico. Se non vi è sé, non
vi è nemico. Nemico è quanto si trova in opposizione [...]. Ogni oggetto
dotato di forma ha un opposto. Quando la mente non ha forma, non vi è nulla che
vi si possa opporre. Quando non vi è opposizione, non vi è nulla contro cui
combattere. Questo è chiamato nessun nemico, nessun sé. Quando il sé e
gli oggetti sono entrambi dimenticati, si manifesta un naturale stato di
non-attività, di assenza di problemi, di unità. La forma del nemico è scomparsa
e tu non sai nulla. Non è come essere inconsapevoli; significa assenza di
pensiero calcolatore e immediata risposta naturale. Questa mente è libera e
consente al mondo di diventare il tuo dominio. Astrazioni quali questo,
quello, buono e brutto scompaiono. Piacere e dolore, guadagno e
perdita sono altre creazioni simili della mente".