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All'inizio della lezione abbiamo letto un brano tratto dalla "Vita di Siddharta il Buddha" di Thich Nhat Hanh: "Bambini, dopo avere sbucciato un
mandarino, potete mangiarlo con consapevolezza o distrattamente. Cosa significa
mangiare un mandarino con consapevolezza? Mangiando un mandarino, sapete che lo
state mangiando. Ne gustate pienamente la fragranza e la dolcezza. Sbucciando il
mandarino, sapete che lo state sbucciando; staccandone uno spicchio e portandolo
alla bocca, sapete che lo state staccando e portando alla bocca; gustando la
fragranza e la dolcezza del mandarino, sapete che ne state gustando la fragranza
e la dolcezza. Il mandarino che Nandabala mi ha offerto aveva nove spicchi. Li
ho messi in bocca uno per uno in consapevolezza e ho sentito quanto sono
splendidi e preziosi. Non ho dimenticato il mandarino, e così il mandarino è
diventato qualcosa di molto reale. Se il mandarino è reale, anche chi lo mangia
è reale. Ecco cosa significa mangiare un mandarino con consapevolezza. Abbiamo iniziato, come sempre, con
l'esercizio sulla consapevolezza del respiro. Alla conclusione della lezione abbiamo letto e commentato una parabola zen, "Lascialo cadere" (clicca qui).
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