Il giovedì di questa settimana abbiamo continuato a leggere dalle opere di
Osho:
"Un vecchio saggio stava attraversando la giungla in
compagnia di un suo giovane monaco. Scese la notte e cominciarono a calare le
tenebre. Il vecchio saggio chiese al giovane monaco: 'Figlio mio, credi che
lungo questo sentiero ci siano pericoli? Questo sentiero attraversa una fitta
foresta e stanno calando le tenebre. Abbiamo qualcosa da temere?'.
Il giovane monaco era molto sorpreso, poiché in un sannyasin non dovrebbe mai
sorgere il problema di avere paura, sia che si trovi in una notte buia oppure
illuminata, sia che si trovi in una foresta oppure sulla piazza del mercato,
quindi quella domanda era davvero sorprendente. Inoltre, questo vecchio non
aveva mai avuto paura. Che cosa gli stava accadendo? Perché adesso mostrava di
aver paura? C'era qualcosa che non andava!
Camminarono ancora un po' e la notte diventò più buia. Il vecchio chiese di
nuovo: 'C'è qualcosa di cui dobbiamo preoccuparci? Raggiungeremo presto la città
più vicina? Quanto è ancora distante?'. Poi si fermarono vicino a un pozzo per
lavarsi le mani e il viso. Il vecchio consegnò al giovane monaco la borsa, che
portava in spalla, dicendogli: 'Abbi cura della mia borsa'.
Il giovane pensò: 'Certamente deve contenere qualcosa, altrimenti non sarebbe
sorto in lui il problema della paura e non avrebbe raccomandato di prendermi
cura della borsa'.
Per un sannyasin era insolito anche il fatto di prendersi cura di qualcosa; in
questo caso, non avrebbe senso diventare sannyasin, infatti chi ha delle cose da
custodire ha una proprietà. Che bisogno ha un sannyasin di prendersi cura di
qualcosa?
Il vecchio cominciò a lavarsi il viso e il giovane diede uno sguardo nella
borsa: vide che conteneva un lingotto d'oro, e comprese la causa della paura. Lo
gettò via, e mise nella borsa una pietra di uguale peso. Il vecchio, subito
dopo, tornò in fretta dal giovane e si riprese la borsa; la tastò, ne verificò
il peso sollevandola, se la mise sulla spalla e si rimise in cammino.
Dopo un breve tratto, tornò a chiedere: 'Sta diventando proprio buio, abbiamo
perso la strada? C'è qualche pericolo?'.
Il giovane gli rispose: 'Non avere paura. Ho gettato via la tua paura'.
Il vecchio saggio era sconvolto. Guardò immediatamente nella borsa e vide che al
posto dell'oro c'era una pietra. Per un attimo rimase attonito e poi, scoppiando
in una risata, esclamò: 'Che idiota sono stato! Portavo in spalla una pietra e
avevo paura perché credevo fosse un lingotto d'oro'. A quel punto, lo gettò via
e disse al giovane monaco: 'Dormiremo qui questa notte, visto che al buio è
difficile trovare la strada'. E quella notte dormirono pacificamente nella
foresta" (da Ricominciare da sé, pp. 142-144).
Della serie: non c'è nessun lingotto, sono solo pietre. Vai
leggero e tranquillo, perché la realtà è quello che è, al di là dei tuoi
pensieri e delle tue idee.
Abbiamo iniziato con la consapevolezza del respiro.
Poi la camminata.
Successivamente, da seduti, lasciamo le briglie sciolte alla mente: pensieri,
ricordi, fantasie, giudizi, ecc. Accorgiamoci della sensazione legata a ogni
produzione della mente stessa: positiva, negativa o neutra?
Sempre da seduti, l'esercizio dell'abbandono delle tensioni e delle contrazioni
muscolari presenti lungo tutto il corpo.
In ultimo: zazen.
A conclusione della lezione del lunedì
abbiamo continuato la nostra lettura e commento di brani tratti dallo
Shobogenzo (clicca
qui).