La mente vuota e la natura (Lin Ching-hsi)
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La mente vuota e la natura (Lin Ching-hsi)


All'inizio della lezione abbiamo letto un brano del Lascito poetico del vecchio signore della montagna Chi di Lin Ching-hsi:

"I dotti del tempo antico dicevano che la mente originariamente vuota e che solo per questo pu rispondere alle cose naturali senza pregiudizi. Solo la mente vuota pu rispondere alle cose della Natura. Sebbene ogni cosa risuoni con la mente, la mente dovrebbe essere come se non avesse mai avuto risonanza, e le cose non dovrebbero rimanervi. Ma una volta che la mente abbia ricevuto impressioni di cose naturali, queste tendono a rimanere e non a scomparire, lasciando perci delle tracce nella mente. [...] Dovrebbe essere simile alla bocca di un fiume con i cigni che vi volano sopra: il fiume non ha desiderio di trattenere il cigno, eppure il passaggio del cigno segnato dalla sua stessa ombra, senza omissione alcuna. Prendiamo un altro esempio. Ogni cosa, sia bella sia brutta, si riflette perfettamente in uno specchio: questi non rifiuta mai di mostrare qualcosa, n trattiene nulla dopo".

Ecco, la meditazione non trattenere nulla, abitare ci che c' nel momento che c'. Nient'altro. corrispondere al momento presente, facendo pulizia di tutto il resto.

Abbiamo iniziato con la consapevolezza del respiro.
Poi la camminata.
Successivamente la consapevolezza sull'equilibrio, stando fermi in piedi.
Seduti, ci siamo poi soffermati sulle parti che poggiano: le palpebre (nel caso degli occhi chiusi), le labbra, i denti (nel caso fossero serrati), la punta della lingua che tocca il palato duro, le mani che poggiano sulle gambe, le ginocchia a terra, il sedere, le parti inferiori delle gambe (nelle zone di contatto al suolo), i piedi.
importante, nel momento nel quale applichiamo la nostra consapevolezza su un punto del nostro corpo da cui non riusciamo a cogliere alcuna sensazione, non reagire con moti interni di sconforto, noia, scoramento, senso di inadeguatezza, ecc. Semplicemente stiamo l a osservare; se nulla arriva alla nostra attenzione, persistiamo a vuoto. Non ce ne accorgiamo, ma sottilmente la consapevolezza lavora, scava, dissotterra, stimola: con il tempo - poi - riusciremo a 'risvegliare' parti del nostro corpo che precedentemente ci apparivano del tutto addormentate.
In ultimo, l'esercizio - sempre da seduti - dell'abbandonare tutte le tensioni e le contrazioni inutili rispetto a ci che strettamente necessario per mantenere la posizione.

Alla fine della lezione abbia letto e commentato la causa della realizzazione di Kyogen (clicca qui).