"Liberarsi da tutte le dottrine" (Osho)
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"Liberarsi da tutte le dottrine" (Osho)


Il giovedì di questa settimana abbiamo continuato a leggere dalle opere di Osho:

"Per raggiungere la verità è necessario liberarsi da tutte le dottrine, da tutte le strutture formali. La realizzazione della verità accade solo quando si è totalmente liberi. L'attaccamento è un segno di dipendenza; indica mancanza di fiducia in se stessi. La fede negli altri e non in se stessi è una forma di schiavitù. Solo l'uomo libero dalla fede negli altri è veramente libero.
La fede nei preti, nelle sette o nelle scritture indica che sei dipendente. Anche la fede nelle parole o nei credo è dipendenza. Io ti dico: solo la vera libertà conduce alla verità. Devi disfarti di tutti i pensieri e di tutti i credo che hai acquisito dagli altri, non importa chi essi siano.
Fa parte della crescita naturale di un uomo arrivare a riconoscere la propria ignoranza. E una volta che l'ha realizzata, non deve mai tornare indietro. Questa tendenza a dimenticare è autoinganno; è un tentativo di rendere luminoso il buio vuoto del sé. Un complesso d'inferiorità è figlio di questo vuoto e coloro che soffrono di un senso di inferiorità bramano la posizione sociale, la forza e il potere. Sono come zoppi che bramano di compiere grandi prodezze di abilità fisica. [...]
È impossibile scappare da se stessi. Per rendere tollerabile la tensione un uomo ha bisogno di intossicarsi, per esempio con il vino, le donne, il canto, la ripetizione di mantra, preghiere o adorazioni. Il desiderio di ricchezza, di potere e di conoscenza, tutto questo non è altro che il desiderio di dimenticare il sé. E per farlo è necessario un vino molto forte. Alcuni si rivolgono alla religione, che per loro diventa così un potente narcotico. Questa è la ragione, nelle cosiddette società del benessere, dell'aumento di interesse nella religione. Ma è ancora una corsa. La questione fondamentale non è come cambiare la direzione della corsa, ma come porle fine una volta per tutte.
Il filosofo scappa attraverso il pensiero, l'artista attraverso la sua creazione, il politico attraverso il potere, il ricco attraverso le ricchezza, l'asceta attraverso la rinuncia e il devoto attraverso Dio. Ma la verità può essere realizzata solo dall'uomo che non cerca affatto di scappare dal proprio sé" (da Il lungo, il corto, il nulla, pp. 135-136).

Abbiamo iniziato con la consapevolezza del respiro.
Poi la camminata.
Successivamente, da seduti, l'esercizio sulla stabilità del corpo, considerandolo come sotto una campana (l'aria attorno).
In ultimo: l'osservazione dei pensieri al loro originarsi, con la domanda "Da dove viene?".

A conclusione della lezione del lunedì abbiamo continuato la nostra lettura e commento di brani tratti dallo Shobogenzo (clicca qui).