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"Quando diventeremo adulti?" (Pierre Lévy)
"Niente accade come l'avremmo voluto né come l'avevamo
previsto. Nella nostra famiglia nasce un mongoloide. Una persona vicina muore.
Scoppia una guerra. Perdiamo il nostro impiego o temiamo di perderlo. Per strada
vediamo mendicanti, povera gente che non ha casa per dormire la notte. Potremmo
essere al loro posto. Cadiamo in miseria. Siamo al loro posto. Ci ammaliamo.
Siamo scontenti del nostro lavoro o infelici in amore. Non siamo liberi. I
nostri genitori sono indegni, abbiamo sempre di che rimproverarli. I nostri
figli ci deludono. Siamo stanchi, lavoriamo troppo. Abbiamo pesanti
responsabilità. Non abbiamo abbastanza tempo 'per noi'. Il nostro partner ci
lascia. Siamo soli da molto tempo. Diventeremo vecchi, molto vecchi. Non abbiamo
realizzato i nostri sogni. Moriremo. Niente va veramente bene. Non vi sono che
soluzioni provvisorie. Tutto crolla e si disfa, lentamente o bruscamente. Quando
gli eventi vanno esattamente per il verso che vogliamo, abbiamo fortuna, è
tutto, ed è temporaneo. Ma troviamo sempre un motivo d'insoddisfazione. Anche
quando tutto va per il meglio abbiamo paura. Rifiutiamo di accettare che il caos
è normale, che si tratta della situazione base. Più teniamo a che le cose siano
esattamente come le vorremmo, più la sofferenza aumenta. Vorremmo tanto che gli
eventi si conformassero all'ordine che abbiamo promulgato, alle immagini che
disegnamo nelle nostre teste, alle parole che pronunciamo, ai concetti che
fabbrichiamo. Siamo bambini viziati, dittatori. Perché le cose dovrebbero andare
in modo diverso da come vanno? Cos'è questo sogno di un mondo senza morte, senza
malattia, senza vecchiaia, senza nascita, senza incidenti, senza disordine,
senza invenzioni, senza novità, senza sparizioni, senza sorpresa, senza errore,
senza sofferenza, dove tutto si sviluppa esattamente secondo i nostri desideri?
Non è il mondo reale ma il desiderio a non essere ragionevole. Quando
diventeremo adulti?
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