"La fantasticheria è il contrario della vita interiore" (Lanza del Vasto)
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"La fantasticheria è il contrario della vita interiore" (Lanza del Vasto)


Oggi leggiamo per l'ultima volta qualche brano tratto dall'Introduzione alla vita interiore di Lanza del Vasto:

"La Libertà non è essere senza Legge, ma è il non subire la legge di un altro. Direi che la Libertà, è realizzare la propria legge. [...]
Il quarzo si cristallizza in esagoni. È la sua libertà cristallizzarsi in esagoni. [...]
La legge dell'albero è crescere verso il cielo secondo la verticale [...].
L'uomo si presenta fin dall'inizio come un essere complesso e come il campo di battaglia di forze contrarie. Se vuole raggiungere la libertà deve raggiungere l'unità. Raggiungere l'unità è mettere in armonia gli elementi che lo compongono. [...]
Come realizzeremo la nostra legge se non conosciamo noi stessi?
Chiunque si ignori è ridotto alla servitù [...]. Se Mi conosco, conosco anche la mia propria legge. La realizzerò naturalmente. [...]
La liberazione non viene da una potenza più grande contro gli ostacoli, ma viene dal fatto che, non avendo più gli stessi fini e la stessa direzione, non incontro più questi ostacoli. [...]
Le catene delle mie vecchie abitudini cadono appena mi volto verso un cammino così nuovo. [...]
Non dovrò esercitare nessuna violenza neppure contro me stesso, non sarò come colui che fa degli sforzi per correggersi dal di fuori. [...]
Esiste un male che non è visibile da fuori, che lavora dentro di noi e ci rode quasi continuamente ed è tanto più profondo in quanto è segreto: è il perpetuo concatenamento dei nostri pensieri.
Conoscete il fenomeno: [...] il fenomeno si chiama «associazione d'idee». Vi viene in mente un pensiero o un'immagine, portati da una conversazione o dalla visione delle cose, subito, senza che sappiate perché, un'altra immagine o un'altra idea subentra alla prima, e poi un'altra a questa e poi un'altra ancora. [...]
Ma le associazioni restano vane, con loro la vostra testa è trasformata in mulino [...]. C'è dunque dentro di voi un meccanismo che vi fa perdere il vostro asse interiore, che vi fa perdere voi stessi, che vi fa perdervi.
Dovete sapere che la fantasticheria è il contrario della vita interiore [...].
Queste associazioni d'idee che passano [...] formano nella vostra intelligenza delle onde. Fino a quando un lago è attraversato dalle onde, non ne vedrete il fondo. Queste onde come le contrazioni del vostro corpo (le due cose sono comunque della stessa natura) vi chiudono la visione delle cose profonde. Non potete conoscere voi stessi fino a quando associate. [...]
Sorvegliate tutto quello che si fa in voi, senza che voi lo facciate. [...]
«Penso, dunque sono» dice un filosofo che crede di enunciare un'evidenza. Ehm Io? Chi, io? Chi pensa, chi dirige il pensiero? Se è il pensiero a portarmi dove vuole, io sono il giocattolo del mio pensiero, non ne sono l'autore. Non posso dire «Io penso», ma soltanto «penso», come si dice «piove»" (pp. 176-177, 181, 192-195).