"L'esercizio dell'Attenzione Doppia" (Lanza del Vasto)
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"L'esercizio dell'Attenzione Doppia" (Lanza del Vasto)


Oggi abbiamo continuato a leggere qualcosa dall'opera di Lanza del Vasto Introduzione alla Vita interiore:

"Se la Distrazione è una malattia dello Spirito, come guarirne se non attraverso l'Attenzione, l'Attenzione Interiore?
Ma quando, chiudendo gli occhi, volgo lo sguardo verso il Dentro, cosa vedo? Niente, il nero. È per questo che mi spavento o mi annoio, è per questo che mi sfuggo.
E dite un po'? Vi è mai successo, lasciando una strada soleggiata, di entrare in una cantina? Cosa vedete nella cantina? Il buio. No, neanche il buio, ma un offuscamento di puntini luminosi danzanti negli occhi. E quanto tempo ci vorrà per vedere nel buio? Venti minuti. E se nella cantina c'è un tesoro, quanto tempo per veder luccicare il tesoro? Un'ora. [...]
Il primo passo sarà vincere «la corrente contraria» dell'incatenamento, il «vento contrario» del trascinamento, della dispersione, della dissipazione totale che è lo stato del non-essere.
Essere disperso è come non essere. [...]
Dunque, staccate, distendetevi: mezzo minuto ogni due ore, fermatevi. Lasciate l'attrezzo. Tenetevi nella verticale. Respirate largamente. [...] Restate sospesi davanti al nero e al vuoto interiore.
E anche se non succede niente, avrete rotto la catena della precipitazione. [...]
Si tratta dunque di restare presenti a se stessi [...].
Sospeso all'apertura del pozzo interiore. [...]
Ci dovremo esercitare a un richiamo latente e continuo che ci sarà di sostegno a tutte le azioni e a tutti i pensieri della giornata.
Il Richiamo è il primo passo verso la conoscenza di sé o coscienza. [...]
Colui la cui Attenzione è spente, è distratto. È come se non fosse. [...] Dimora in limbi di nebbia. La sua anima stagna. [...] È la morte dell'anima. [...]
Rari sono gli uomini [...] la cui Attenzione permane sgombra, disponibile e sempre sveglia. [...]
Bisogna coltivarla fin dall'infanzia e tutta l'educazione vi si adopera.
Anche se non si ritenesse niente di quel che si è imparato a scuola, resterà sempre il fatto di aver esercitato l'Attenzione nello studio [...].
L'apprendistato di un mestiere qualunque esso sia è prima di tutto e soprattutto un esercizio di attenzione. Ogni perfezione nell'Arte è una vittoria dell'Attenzione. [...] Il rispetto degli altri e la giustizia sono gli effetti e i benefici ordinari dell'Attenzione. [...]
La conversione comincia dal rovesciamento dell'Attenzione, dall'applicazione della punta dell'Attenzione su di Sé.
Non fraintendiamo: non si tratta di conoscere movimenti, moventi o complessi, bensì si tratta di cogliere il Sé in quanto pura e semplice unità interiore. [...]
Bisogna sospendere per qualche momento il lavoro o gli impegni, o le preoccupazioni o i colloqui o i pensieri, occorre [...] raccogliersi, rientrare in sé, fare un breve tuffo interiore. [...]
Adesso vi indicherò quello che io chiamo un esercizio perpetuo.
Chiamo così un esercizio che può essere praticato in ogni circostanza e che non sospende né distoglie dal corso abituale degli atti quotidiani. [...]
È l'esercizio dell'Attenzione Doppia o Attenzione Raddoppiata. Si tratta di concentrare l'Attenzione su di sé durante l'azione.
Non soltanto portare l'attenzione sull'oggetto, sul fine, sul lavoro, ma su di sé vedendo l'oggetto, [...] su di sé effettuando il lavoro.
Ciò implica riportare tutto al centro interiore, centrarsi in ciò che si sta facendo.
Non basta fare attenzione a ciò che si fa, bisogna fare attenzione al sé che fa ciò che si fa. [...]
Questa regola non esige nessun cambiamento d'occupazione o di modi; eppure il senso, la densità, il valore di ogni atto cambiano da cima a fondo" (pp. 42-44, 72-75).