"La libertà comincia quando non siamo più nulla" (Jiddu Krishnamurti)
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"La libertà comincia quando non siamo più nulla" (Jiddu Krishnamurti)

Abbiamo per l'ultima volta letto alcuni brani tratti da Il libro della vita. Meditazioni quotidiane di Jiddu Krishnamurti:

"Se potessimo realmente vivere in quello stato che consente di dire: «Non so», ci sarebbe un senso di straordinaria umiltà: non ci sarebbero l'arroganza della conoscenza, né quelle risposte pretenziose che pretendono di fare impressione. Pochissimi sono veramente capaci di dire: «Non so» ed essere in quello stato nel quale la paura scompare, perché non c'è più bisogno di riconoscere nulla né di cercare tra i ricordi. È definitivamente scomparsa l'esigenza di indagare nel campo del conosciuto. Allora accade una cosa straordinaria. Se siete giunti fin qui, non solo a parole, ma perché potete veramente sperimentare lo stato in cui è possibile dire: «Non so», scoprite che a questo punto non può più esistere alcun condizionamento. Allora in che stato si trova la mente? Noi siamo sempre alla ricerca di qualcosa che permanga, che duri, che continui. Ci rendiamo conto che tutto cambia intorno a noi, c'è un continuo fluire; ogni cosa nasce, si consuma e muore; così, tra quello che conosciamo, cerchiamo di definire qualcosa che perduri. Ma quello che è sacro è al di là del tempo, non è misurabile, non fa parte del conosciuto. Quello che conosciamo agisce attraverso il pensiero [...].  Se mi rendo conto di questo fatto e voglio scoprire come porre fine al pensiero, che cosa devo fare? Evidentemente, attraverso la conoscenza di me stesso, devo rendermi conto di come funziona in me tutto il processo del pensiero. Devo capire che ogni pensiero, per quanto sottile, elevato, detestabile o stupido, affonda le sue radici nel passato, nella memoria. Se vedo con estrema chiarezza come stanno le cose, allora la mente, trovandosi di fronte a un problema immenso, è in grado di dire: «Non so», perché si rende conto di non possedere alcuna risposta. [...]
La libertà comincia quando non siamo più nulla" (pp. 383, 387).