la meditazione come via
tra vipassana e zazen




 

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"Essere semplicemente quello che siete" (Jiddu Krishnamurti)


Abbiamo continuato a leggere alcuni brani tratti da Il libro della vita. Meditazioni quotidiane di Jiddu Krishnamurti:

"╚ la comprensione di quello che Ŕ che genera la virt¨; mentre il tentativo di diventare persone virtuose non fa altro che nascondere quello che Ŕ dietro a quello che vi piacerebbe che fosse. Quindi, quando tentate di diventare persone virtuose, state evitando l'azione che quello che Ŕ richiede. Il sottrarsi a quello che Ŕ proseguendo un ideale Ŕ considerato un comportamento virtuoso; ma se fate attenzione, vedrete che non ha proprio nulla di virtuoso. State semplicemente rinviando il momento in cui dovrete affrontare quello che Ŕ. Virtu¨ non significa diventare qualcosa che non siamo; virt¨ significa capire quello che Ŕ [...]. [...]
╚ possibile vivere in questo mondo senza alcuna ambizione? Essere semplicemente quello che siete? Se cominciaste a capire quello che siete senza tentare di modificarlo, quello che siete subirebbe una trasformazione. [...] Tutto il mondo adora il successo. Vi raccontano come un ragazzo povero, studiando di notte, sia riuscito a diventare giudice; oppure vi dicono che ha cominciato vendendo giornali e alla fine Ŕ riuscito a diventare miliardario. Vi riempiono la testa con la glorifýcazione del successo [...]. Questo diventa per noi infinitamente pi¨ importante della comprensione del dolore e della sua risoluzione" (pp. 259, 339).

Stare in ci˛ che Ŕ, Ŕ non cercare un automiglioramento di ci˛ che sono: non Ŕ il sogno del successo, ma Ŕ la realtÓ dell'Ŕ. Il nirvana non Ŕ domani, non Ŕ se, non Ŕ un ideale di realtÓ, di uomo, non Ŕ la soluzione dei problemi. Il nirvana Ŕ questo momento, non Ŕ il bene rispetto al male. ╚ la fine del vagheggiarlo come la soluzione a qualsiasi criticitÓ. Il dolore alla schiena, alle gambe nella postura durante la pratica mi insegna tanto.