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"Sentire il corpo reale" (Jean Klein)


 

"Sentire il corpo reale" (Jean Klein)


Continuiamo a leggere qualche brano tratto da La naturalezza dell'essere di Jean Klein:

"Se lei si sente stanco e dice a se stesso «sono stanco», istantaneamente si identifica con la fatica. Questa identificazione la rende complice di tale stato e lo alimenta, lo sostiene. Ma se lei si distende e offre alla fatica la libertà di parlare, di esprimersi, essa diventa un oggetto della sua osservazione.
[...]
Quando lei ha paura, l'«Io» è coinvolto in questa paura e non può intenzionalmente lasciarla. Questa immagine dell'Io evapora nel momento in cui la paura diventa una percezione. E poiché la paura ha bisogno, per esistere, di venire stimolata da un'immagine, allora non vi è più paura.
[...]
Il corpo deve diventare un oggetto di percezione anziché un'idea. [...] Arrivate cioè alla sensazione del corpo originale: un vuoto senza limiti o circonferenza. E sentite il corpo completamente esteso nello spazio.
[...] Sentire il corpo reale, il corpo come esso è, vi aiuta a scoprire un modo di guardare senza proiettare. Vi conduce dietro il corpo, oltre ad esso, e viene il momento in cui la localizzazione ha fine e le energie che si erano fissate come «corpo» si dissolvono nell'ascolto stesso. In altre parole, poiché non vi è più un ascoltatore che si è fissato come reale, né qualcosa da udire, la relazione soggetto-oggetto si dissolve. Rimane soltanto unità.
[...]
Appena consentite alla sensazione del corpo di emergere, sentirete certe aree contratte e tese. Ma se alimentate la sensazione globale, queste aree si de-localizzano e si reintegrano con il tutto. allora il corpo appare nella sua vera natura, come energia svuotata di tensione e di memoria, e finché non vi è contrazione esso assume senza sforzo una posizione corretta.
Questo è l'unico modo di arrivare ad una posizione corretta. Se cercate di arrivare ad essa attraverso uno sforzo, se dite a voi stessi «devo stare diritto», la posizione naturale si troverà bloccata da una reazione muscolare conseguente a tale idea.
[...]
La meditazione non è su qualcosa. Questa non è una formulazione appropriata. Meditazione significa essere completamente attenti e permettere alla sensazione del corpo-mente di presentarsi alla vostra attenzione. Per esempio, seduto come lei è adesso, può rendersi conto della parti del corpo che si trovano in tensione. Queste parti sembrano tese e pesanti perché altre sono leggere e rilassate. [...] Diventi consapevole di un'area che le pare luminosa e vuota, e lasci che la sensazione si espanda come l'acqua sino ad includere le altre aree dense" (pp. 80-91).

Clicca qui per leggere il brano zen di questa settimana.