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"Un filtro non è altro che zazen" (Dainin Katagiri)



"Un filtro non è altro che zazen" (Dainin Katagiri)


Continuiamo a leggere alcuni brani tratti da Ritorno al silenzio di Dainin Katagiri:

"Il linguaggio gentile può manifestarsi in vari modi nel nostro linguaggio, ma bisogna ricordare che deve sempre basarsi sulla compassione, sull'amore profondo. In ogni circostanza quella compassione dà sempre sostegno, o aiuto, o un'opportunità di crescere.
La compassione è una cosa un po' difficile da capire. La gentilezza fa parte della compassione e così la cordialità, ma la compassione, nel suo insieme, è radicata più profondamente nella mente umana.
[...] La natura ultima, originaria, dell'esistenza, funziona proprio come un filtro; non sappiamo che cos'è, ma in un certo senso assomiglia ai nostri polmoni. Il sangue arriva al cuore e viene pompato ai polmoni, perciò i nostri polmoni sono una specie di filtro che purifica il sangue e lo invia pulito e ossigenato al corpo per il buon funzionamento di tutto il nostro corpo e la nostra mente. Se una persona passa attraverso il filtro della natura ultima dell'esistenza, quando ne viene fuori è sempre la stessa, naturalmente, ma è anche un po' diversa, una specie di persona trasparente; è quello che si dice un essere illuminato, un buddha. Allora questa persona trasparente è proprio come uno specchio, che riflette e accetta tutti gli esseri imparzialmente [...].
Se facciamo zazen, in quel preciso momento diventiamo un filtro. Un filtro non è altro che zazen. [...]
Invece di passare attraverso il filtro, usiamo una sorta di apparecchio prismatico, cercando di cogliere con l'analisi e con la sintesi quanti colori ci sono dentro. Coscientemente, non vogliamo passare attraverso il filtro; in realtà vogliamo passare attraverso il prisma. È molto più divertente vedere quei colori vari e meravigliosi - filosofia, psicologia, sofferenza - è fantastico!" (pp. 165-167).