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"Basta dire «Cane!»" (Philip Kapleau)



"Basta dire «Cane!»" (Philip Kapleau)


Abbiamo letto alcuni brani tratti dal commento di Yasutani-roshi, il maestro di Kapleau, al koan Mu di Joshu:

"Oggi esamineremo il primo racconto del Mumonkan, dal titolo «Joshu [e la natura intrinseca del] cane». Leggerò dapprima il koan e poi il commento di Mumon:

Un monaco in tutta serietà chiese a Joshu: «Un cane possiede o no la Natura di Buddha?». Joshu rispose: «Mu!» [(Alla lettera: "No", "Non la possiede" oppure "Nulla")].
Commento di Mumon: Nella pratica dello Zen si deve attraversare la barriera innalzata dai patriarchi. Per ottenere quella meraviglia che è detta illuminazione, bisogna recidere tutti i pensieri [discriminativi]. [...]
Che cos'è dunque questa barriera innalzata dai patriarchi? È il Mu, la barriera del supremo insegnamento. [...]
Non considerate il Mu come vacuità e non concepitelo in termini di esistenza e non-esistenza. [...]

La stanza di Mumon
Un cane, Natura di Buddha!
È la rappresentazione del tutto, dell'imperativo assoluto!
Se si comincia a pensare: «La possiede» o «Non la possiede»,
Si è simili a un cadavere.

[...]

Tutti i fenomeni sono trasformazioni della Natura di Buddha o Natura del Dharma.
Qual è l'essenza di questa Natura di Buddha o del Dharma? Nel Buddhismo è chiamata ku [sunyata]. Ora, il ku non è una mera vacuità. È ciò che è vivo, dinamico, privo di massa, mobile, trascendente l'individualità o la personalità - la matrice di tutti i fenomeni. [...] Con l'esperienza dell'illuminazione [...] si comprende l'universo del ku. Questo universo - mobile, privo di massa, trascendente l'individualità o personalità - è al di fuori dell'immaginazione. [...]
Non bisogna parlare della «Natura di Buddha» come di una cosa particolare. Tale è il significato del Mu di Joshu. Perciò è chiaro che il Mu non ha nulla a che fare con l'esistenza o la non-esistenza della Natura di Buddha, ma è la natura di Buddha stessa. [...]
La prima strofa della stanza di Mumon dice: «Un cane, Natura di Buddha!» - non c'è bisogno del termine 'natura'. «Un cane è Buddha» - 'è' è ancora superfluo. «Un cane, Buddha» - è ancora una ridondanza. «Un cane!» - basta dire questo! O anche «Buddha!». Si sprecano parole quando si dice: «Un cane è Buddha!». Basta dire: «Cane!». Esso è in tutto e per tutto un Buddha" (pp. 84-94).