Il sentiero (K. Satchidanandan)
la meditazione come via
vipassana e zazen




 

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Il sentiero (K. Satchidanandan)


Non andate nei templi, non entrate
dentro reti d'immagini. Non date
fiducia ai libri sacri:
le loro verità sono smarrite
nei meandri del tempo.
Non cercate preti:
i bagarini discutono sempre
e soltanto di prezzi.
Rimanete lontano
da gruppi e da partiti
culle della violenza.
Badate al vostro corpo:
si sta spaccando in due metà.
Ostacolo,
l'attaccamento?
No, se lo pratichi e resti distaccato.
E l'amore è una strada
se non s'apre per gli uomini soltanto.
La povertà è divina
quando non viene imposta.
Non fermate
il vento, non cercate i perché: per meditare
non sono necessarie le montagne.
Sedetevi sull'erba e ascoltate
e foglie e uccelli e fiumi: non scordate
il sorgere del sole
anche quando dormite
dentro il chiaro di luna.
Non imprecate
se vi scoprite soli
il mondo vibra
con maggior forza dentro il solitario.
Il silenzio è preghiera
la vacuità, pienezza.