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da Il colore viola di Alice Walker

 


Da Il colore viola di Alice Walker


Un brano tratto dal romanzo di Alice Walker, Il colore viola.
Celie, che scrive a Nettie, e Shug sono donne e amanti.

"Cara Nettie,
[...] i peccatori si divertono più degli altri, dico io.
E sai perché? dice lei [Shug].
Perché non si preoccupano continuamente di Dio, dico io.
No, non è per questo, dice lei. Noi ci preoccupiamo un sacco di Dio. Ma se ci sentiamo amati da Dio, facciamo del nostro meglio per farlo contento con le cose che ci piacciono.
Vuoi farmi credere che Dio ti ama anche se non hai mai fatto niente per lui? Voglio dire, anche se non sei mai andata in chiesa, non hai mai cantato nel coro, non hai mai portato da mangiare al pastore e roba del genere?
Ma se Dio mi ama, Celie, non devo mica fare tutte queste cose. A meno che ne abbia voglia. C'è un sacco di altre cose che faccio che piacciono a Dio, ne sono sicura.
E cosa per esempio? chiedo io.
Oh, dice lei. Starmene tranquilla ad ammirare qualcosa. Essere felice. Divertirmi.
[...]
Ecco in cosa credo io, [...] dice Shug. Dio è dentro di te e dentro tutti gli altri. Si viene al mondo con Dio di dentro. Ma solo chi lo cerca dentro di sé lo trova. E a volte si manifesta anche se non lo si cerca, o non si sa cosa si sta cercando. Di solito quando va tutto male.
Quando ci si sente di merda, signore Iddio. E poi Dio non è un lui o una lei. È neutro.
Neutro? E cosa vuol dire? Com'è? chiedo io.
Com'è? Non è una persona, dice lei. Non è come al cinema. Non è qualcosa di distinto da tutto il resto, compresa te stessa. Io credo che Dio sia tutto, dice Shug. Tutto quello che esiste, che è esistito e che esisterà mai. E quando si capisce questo, e ci si sente felici di averlo capito, si è trovato Dio.
Shug è bellissima, lasciatemelo dire. Aggrotta un po' la fronte, guarda in fondo al cortile, si appoggia all'indietro, sulla sedia, sembra una grossa rosa.
Dice, Il primo passo, per me, dopo il vecchio bianco, sono stati gli alberi. Poi l'aria. Poi gli uccelli. Poi le altre persone. Ma un giorno, mentre me ne stavo seduta tranquilla a pensare e mi sentivo orfana di madre - e lo ero in realtà - l'ho provata: la sensazione di far parte di un tutto, di non essere separata dal resto delle cose. Sapevo che se avessi tagliato un albero, avrei perso sangue dal braccio. E mi sono messa a ridere, e a piangere, e a correre in giro per la casa. Ho capito subito cos'era, quella sensazione. In effetti, quando succede una cosa del genere, è impossibile non accorgersene, non capire. È come tu sai che cosa, dice, sorridendo e accarezzandomi una coscia, in alto.
Shug! dico io.
Oh, dice lei. Dio ama tutte le sensazioni. Sono le cose migliori che ha creato. E quando si sa che è stato lui a crearle, le si apprezza molto di più. Ci si può rilassare, finalmente, ci si può lasciare andare al flusso e lodare Dio perché ama le stesse cose che noi amiamo.
Dio non la considera una cosa sporca? le chiedo.
No, dice lei. È stato lui a crearla. Ascolta, Dio ama tutte le cose che ami tu - e anche un sacco di quelle che tu non ami. Ma, più di tutto, a Dio piace l'ammirazione.
Stai dicendo che Dio è vanitoso? chiedo io.
No, dice lei. Non vanitoso, solo disposto a dividere le cose buone con noi. Credo che Dio si arrabbi se, per esempio, uno passa vicino al colore viola in un campo senza notarlo.
E cosa fa quando si arrabbia? chiedo io.
Oh, crea qualcos'altro. La gente crede che a Dio importi solo che lo si faccia contento. Ma anche un cretino più vedere che invece è lui che cerca sempre di far contenti noi.
Davvero? dico io.
Sì, dice lei. Prepara un sacco di sorprese e, quando meno ce lo aspettiamo, ce le regala.
Vuoi dire che Dio vuol essere amato, proprio come dice la Bibbia?
Sì, Celie, dice lei. Tutti vogliono essere amati. Noi cantiamo e balliamo, facciamo smorfie e regaliamo mazzi di fiori per farci amare. Ti sei accorta che anche gli alberi fanno tutto quello che facciamo noi, per attirare l'attenzione, tranne camminare?
Be', con tutto questo parlare di Dio, io ancora non capisco bene.
Sto cercando di togliermi dalla testa quel vecchi bianco. Ho avuto tanto da fare a pensare a lui che non ho mai guardato veramente le cose che Dio ha creato. Né le spighe di grano (come avrà fatto a farle?) né il colore viola (da dove viene?). Né i fiorellini di campo.
Niente.
Ora che mi si stanno aprendo gli occhi, mi sento stupida. Di fronte al più misero dei cespugli del giardino, la malvagità di Mr. ____ scompare, praticamente. Ma non del tutto. Eppure, è proprio come dice Shug, bisogna togliersi l'uomo dagli occhi per vedere tutto il resto.
L'uomo corrompe ogni cosa, dice Shug. Lo trovi dappertutto, sulla scatola dei biscotti, nel tuo cervello e alla radio. Cerca di farti credere che è dappertutto. E quando cominci a credere che è dappertutto, cominci anche a credere che è lui, Dio. E invece no.
Quando cerchi di pregare, e l'uomo ti si para davanti, digli di andare al diavolo, dice Shug. Pensa ai fiori, al vento, all'acqua, a un grosso sasso.
[...]".