Dai detti del Maestro Huang Po - 5
la meditazione come via
vipassana e zazen




 

home

presentazione

meditare

le lezioni

buddhismo

zen

gli esercizi

testi

bibliografia

insegnante

dizionario zen

links

stampa

cerca nel sito

email

newsletter


 

 


Dai detti del Maestro Huang Po - 5


"Quando la mente non discrimina, anche il Dharma è libero da discriminazione. Quando la mente è inattiva (wu wei), anche il Dharma è non creativo. Infatti tutte le cose non sono che trasformazioni della mente. Così, quando la 'mia' mente è vuota, tutti i dharma (le cose) sono anche vuoti [...]. Quando la mente unica non discrimina, lo spazio nelle dieci direzioni è pervaso dalla sostanza di quella mente unica e tutte le cose (presenti nello spazio) sono immuni da discriminazione.
Sono solo le tue idee e le tue interpretazioni a differire l'una dall'altra. [...]
Non attaccarti all'idea di Buddha per non cadere nel regno (oggettivo) del Buddha; [...] non attaccarti al concetto di è per non cadere nell'esistenza (oggettiva); [...] non attaccarti al concetto di non è per non cadere nella non esistenza (oggettiva); [...] non attaccarti all'idea di santo per non cadere nel regno santo (oggettivo), perché chi si astiene da ogni idea è il Bodhisattva dal Corpo Illimitato. Chi è immerso nelle idee è un eretico, perché l'eresia si compiace di ogni sorta di idee. Quanto al Bodhisattva, egli rimane immutevole di fronte a ogni idea. Infatti 'Tathāgata' significa il così-è di tutti i dharma (cose). Donde il detto: 'Maitreya è anche in questo 'Così-è' e tutti i santi e i savi sono ugualmente in questo 'Così-è'. Questo stato di 'Così-è' trascende nascita e morte e supera vista e udito. [...]
È opportunamente paragonato allo spazio ed è detto integrale come il grande vuoto che non è né in difetto né in eccesso, ed è veramente senza pensieri e tranquillo. Tutto ciò che arbitrariamente si congettura sul suo stato appartiene alla coscienza. Donde si dice: 'Il (concetto della sua) perfezione porta a scivolare nel mare della coscienza' [...]. Allora sarete indotti a proclamare: 'Lo so', 'Sono riuscito nella pratica' o 'Mi sono svegliato a esso', 'Mi sono liberato'; e 'Questo è il noumeno'. L'approvazione altri vi rallegra, ma la critica vi fa adirare. Così vi sembra di interpretare in maniera corretta, ma qual è l'utilità di tutto questo?
Io ti dico: 'Sii senza pensieri e tranquillo' e non ingannare te stesso con l'uso erroneo della mente. 'Non cercare il reale, ma metti già le tue false idee'. [...] C'è solo la Mente Unica che non è né Buddha (illuminata) né essere vivente (non illuminata) ed è libera da idee differenziate. [...]
La sostanza stessa della mente di tutti gli esseri viventi, che è fondamentalmente Buddha, non può essere realizzata mediante le pratica e non accade gradatamente, un passo dietro l'altro, perché non è né luce né tenebra. Siccome non è luce, trascende l'illuminazione e, siccome non è tenebra, supera la non illuminazione. Quindi è al di là dell'ignoranza e della fine dell'ignoranza. [...]
Chi cerca il Dharma [...] non dovrebbe cercare nulla [...].
Dharma non è realmente Dharma, perché Dharma non è che la mente. Donde si dice:
[...] Solo quando
Il Dharma e la mente essenziale svaniscono,
Si può intendere il Dharma della Mente".
[...] Pei Hsiu domandò: "Allora che cos'è Buddha?".
Il maestro rispose: "La tua mente è Buddha e Buddha non è che la mente. Mente e Buddha non differiscono l'una dall'altro, perciò si dice che la mente si identifica con Buddha. Infatti, indipendentemente dalla mente, non c'è alcun Buddha. [...]
L'uomo la cui mente non differenzia è un Patriarca. [...] Tu sei fondamentalmente Buddha e questo non si consegue con la pratica. [...]
Questa è la non creativa (wu wei) porta dharmica (per l'illuminazione). Se vuoi realizzarla veramente, sappi che la non-attenzione può risolversi nell'improvviso risveglio a essa. Se userai la mente (discriminante) per studiarla, non farai che allontanartene. Se la tua mente sarà libera da tortuosità e da accettazione [...], non ti mancherà l'opportunità di studiare il Tao".
Pei Hsiu domandò: "Non siamo pieni di erronei pensieri in questo momento? Come puoi parlare di assenza di pensiero?".
Il maestro rispose: "La falsità non ha sostanza sua propria e sorge dalla tua mente. Se ammetti che la mente è Buddha ed è immune da falsità, come può questa sorgere nella mente come oggetto di attaccamento?".